Finalmente una vera nevicata

di Daniele Montanari wSESTOLA Finalmente è arrivata la tanto sospirata neve, e ha trovato degna accoglienza nell'Appennino che l'attendeva con ansia per rompere un digiuno che – con qualche piccolo intermezzo – durava da Santo Stefano. Tra la notte di mercoledì e la giornata di ieri sono caduti circa 40 centimetri che hanno fatto scattare la macchina dei grandi preparativi, a partire dal Cimone. Qui gatti della neve subito in azione e messa a punto generale delle piste per garantire già da oggi l'avvio di un lungo weekend sugli sci con grandi aspettative: «Possiamo dire che, dopo tanta attesa, avremo tutti gli impianti aperti e a pieno regime», sottolinea Luigi Quattrini, direttore del Consorzio. «Dopo i miracoli fatti con la neve programmata, finalmente un aiuto dal cielo – osserva Luciano Magnani, direttore della Scuola Sci Sestola – che ci permetterà di rendere disponibili 50 km di piste con il manto ideale. Finito di nevicare, infatti, arriverà il sereno con temperature rigide che garantiranno un perfetto mantenimento». Ma non è solo il Cimone a sorridere dopo la passione. La neve è arrivata da Lama in su, permettendo a tutte le stazioni della montagna di ritrovare vigore: «Finalmente la situazione si raddrizza – sospira Ivano Boilini, presidente del Consorzio delle Piane di Mocogno – possiamo già dire che sabato sicuramente qui da noi saranno aperti l'anello di fondo da 3 km, la pista slittini, il campo scuola e la pista Poggio 1, quella del tappeto coperto. Ma vedremo se si può fare anche qualcosa di più, grazie al calo termico». Impianti di nuovo operativi anche a Sant'Annapelago, con tanta voglia di recuperare: «Avremo di nuovo in funzione la seggiovia di Poggio-Scorzatello e la sciovia di Lagacciola – spiega Mario Bernardi, caposervizio della stazione – insieme al campo scuola. Per quella dei Ghiacci siamo ancora in attesa del collaudo, speriamo entro una settimana». E una ventata di ottimismo si respira anche al Centro Fondo Boscoreale di Piandelagotti (Frassinoro): «Sabato apriamo di sicuro gli anelli da 2 e 5 km – fa il punto il gestore Daniele Zanni – insieme al campo scuola e al rifugio Maccheria sotto al monte Giovarello».