«Servono le grandi opere»

Un anno fa l'alluvione. E oggi cosa resta? Cosa è stato fatto? Per i danni causati dall'alluvione sono state liquidate finora ai cittadini privati complessivamente 397 domande per oltre un milione e 880 mila euro. Entro il mese di gennaio, data entro cui i Comuni devono inoltrare alla Regione una prima rendicontazione delle domande di contributo liquidate, dovrebbero essere conclusi altri mille pagamenti sempre a privati che hanno già hanno presentato la documentazione di spesa. «Il primo obiettivo è stato quello di ottenere le risorse per gli interventi di ricostruzione e messa in sicurezza, possibile con l'impegno degli enti locali e della Regione nei confronti del Governo - sottolinea Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Provincia - Sono già stati fatti interventi importanti; ora occorre intervenire sulle casse di espansione, a partire da quella dei Prati di San Clemente, e l'ampliamento della cassa del Secchia, fondamentale per tutto il sistema idraulico modenese. Bisogna inoltre continuare a mantenere un controllo costante su fattori come le tane degli animali, e svolgere una più efficace attività di prevenzione». Muzzarelli ricorda anche «lo sforzo nel rendere celeri i rimborsi ai cittadini danneggiati. I numeri raggiunti finora sia per i rimborsi che per i lavori di messa in sicurezza rappresentano un esempio positivo anche a livello nazionale su come affrontare queste emergenze in modo efficiente, grazie al coordinamento a livello locale di tutti i soggetti, ciascuno per la propria competenza». I rimborsi già saldati finora sono stati 178 a Bastiglia, 186 a Bomporto e 22 a Modena; altri 11 sono distribuiti tra i comuni di San Prospero, Camposanto, Mirandola e Castelfranco Emilia e riguardano anche i danni per la tromba d'aria 2013. Delle 2.550 domande di contributo pervenute, 2.340 sono risultate ammissibili, 77 non ammissibili, 133 rinviate a successivo eventuale provvedimento (prevalentemente le seconde case) per un ammontare complessivo di richieste di contributi che supera i 30 milioni di euro, a cui sono da aggiungere i rimborsi per la tromba d'aria 2014 (il cui termine per le domande è scaduto il 15 gennaio). Delle 2.340 domande ammissibili 1.637 sono concentrate a Bastiglia, 575 a Bomporto, 68 a Modena, 9 a Camposanto, 4 a San Prospero, 35 a Mirandola, 12 a Castelfranco Emilia. Grazie al trasferimento delle risorse da parte del commissario regionale, avvenuto con un'ordinanza del 24 novembre 2014, i Comuni hanno iniziato ad erogare i contributi a partire dalle domande che alla data dell'8 agosto erano già state presentate complete di tutta la documentazione relativa alle spese sostenute. Per ottenere la liquidazione del contributo i cittadini che hanno fatto domanda devono sostenere le spese entro il 30 giugno 2015; il termine riguarda gli interventi di ripristino dei danni ai beni immobili (abitazioni principali e parti comuni distrutte o danneggiate), nonché la spesa per la riparazione dei danni ai beni mobili o l'acquisto di beni mobili equivalenti a quelli distrutti o danneggiati e non riparabili, sempre relativi alle abitazioni principali. La spesa per la riparazione dei danni ai beni mobili registrati o l'acquisto di beni mobili registrati equivalenti a quelli distrutti o danneggiati e non riparabili - come le automobili - doveva essere sostenuta entro il termine del 31 dicembre 2014. Confagricoltura: nel primo anniversario dell'alluvione (l'ennesima) interviene anche Eugenia Bergamaschi, presidente provinciale di Confagricoltura che sottolinea che «ad oggi le imprese agricole alluvionate non hanno ancora avuto i rimborsi per i danni subiti». «Le organizzazioni agricole sono impegnate nel preparare le domande per il risarcimento danni in seguito all'alluvione, che devono essere presentate entro il 28 febbraio - ricorda Bergamaschi - Il meccanismo è molto complesso e ad oggi manca ancora un'ordinanza importante, per questo finora sono state presentate poche domande. È un effetto, ampiamente prevedibile, di un sistema macchinoso, che predilige la burocrazia alle esigenze delle persone. Calcolare in maniera rigorosa il reale danno alle produzioni agricole non è facile. In più il sistema Sfinge, messo in piedi per il terremoto ed utilizzato anche per i rimborsi agli alluvionati, si sta confermando troppo complesso, una criticità che noi di Confagricoltura Modena abbiamo messo in evidenza dal principio. Per tutti questi motivi molte aziende agricole hanno rinunciato a fare la domanda. Come associazione ci stiamo impegnando e così stanno facendo i funzionari della Provincia, che non possiamo che ringraziare per la disponibilità e il supporto, ma le difficoltà sono tante ». ©RIPRODUZIONE RISERVATA