Disoccupazione record e la deflazione ora fa paura

ROMA È novembre 2014 a detenere, per ora, il record assoluto di disoccupati, con il tasso dei senza lavoro salito al 13,4%, per un totale di persone in cerca di un posto che supera i 3,4 milioni. Cifre mai viste prima, registrate dall'Istat dopo 37 anni di rilevazioni. Dietro il massimo storico c'è una diminuzione del numero di occupati, quasi cinquantamila in meno in un solo mese, più di cento mila negli ultimi due, e una diminuzione degli inattivi, ovvero di coloro che, prima fuori dal mercato del lavoro, si decidono a bussare alle porte di aziende, enti e quanti possono offrire un impiego. Il governo invita ad avere pazienza: «Solo nei prossimi mesi si potranno vedere gli effetti delle misure della legge di stabilità e della riforma del mercato del lavoro», spiega il ministro del Welfare, Giuliano Poletti. I dati sconterebbero un «effetto annuncio», lo ribattezzano i sindacati, e lo stesso Poletti avverte come «molte imprese» abbiano deciso di «rinviare la decisione di procedere a nuove assunzioni nel momento in cui saranno pienamente operativi» gli strumenti che le «rendono più convenienti». Gli sconti sui contratti a tempo indeterminato sono già attivi, sbloccati dalla manovra, mentre le tutele crescenti, con il depotenziamento dell'articolo 18, dovrebbero entrare in vigore entro febbraio. Il primo decreto attuativo del jobs act è, infatti, pronto e deve solo incassare i pareri delle commissioni Lavoro di Camera e Senato, dove il testo è atteso in questi giorni. Sulla stessa linea le conclusioni del premier Matteo Renzi e del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, per entrambi gli effetti delle nuove misure sul lavoro si vedranno nel tempo ed è quindi logico e fisiologico che sia necessario attendere ancora. C'è però in tutto questo una nota considerata positivamente dal governo: il calo degli inattivi, quanti né sono occupati né cercano un posto. Se ne contano 12mila in meno in un mese, che diventano oltre 300mila in un anno. Tra loro sicuramente ci sono i lavoratori intrappolati in ufficio o in fabbrica dalla riforma delle pensioni, ma non mancano i giovani (-93mila inattivi under25 in un anno). Ma oltre alla disoccupazione a far paura ora è la deflazione. I prezzi dell'Eurozona scivolano infatti sotto zero (-0,2% sull'anno) per la prima volta dal 2009, spingendo la Bce ad un probabile intervento a fine mese discusso in una riunione ieri a Francoforte. I mercati ci credono: l'euro scivola a un nuovo minimo dal 2006 a 1,18 dollari, lo spread chiude sì in rialzo, a 142, ma a fronte di un calo pronunciato dei rendimenti del bund. Le borse europee, salvo Milano (-0,11%), chiudono ben intonate.