Il tesoro di Guarnera Sequestri per 113 milioni

ROMA Aveva intestato proprietà anche ai nonni novantenni Cristiano Guarnera, l'imprenditore edile considerato al servizio di Massimo Carminati e arrestato per associazione mafiosa nell'inchiesta "Mondo di Mezzo". La Guardia di Finanza di Roma gli ha sequestrato altri 93 tra immobili e terreni, per un valore di 13 milioni di euro, che si aggiungono a quelli per 100 milioni congelati l'altro ieri, per un totale di 274 unità. Un impero che potrebbe non appartenere in realtà al solo Guarnera, passato da «imprenditore colluso a imprenditore mafioso» - secondo le Fiamme Gialle - all'interno del clan. I nuovi beni sono stati scoperti dal Gico del Nucleo di Polizia Tributaria nelle pieghe della contabilità della società Edilizia Piera Srl., rappresentata dal nonno di Guarnera e le cui quote sono intestate alla moglie e all'imprenditore nipote della coppia. Gli immobili «a prima vista non risultavano riconducibili alla società, in quanto le trascrizioni nei pubblici registri erano state effettuate con una ragione sociale leggermente difforme e senza l'indicazione della partita Iva», spiegano gli investigatori. Intanto "Mondo di Mezzo" alimenta la polemica politica. Beppe Grillo chiede le dimissioni immediate del ministro del Lavoro Giuliano Poletti. «Non sono solo foto - scrive sul blog del leader il deputato M5S Massimo Baroni -, quelle in cui il braccio imprenditoriale di mafia capitale, Salvatore Buzzi, viene ritratto insieme al ministro del Lavoro. C'è un appalto». Parla della foto già oggetto di polemica dell'epoca in cui Poletti era presidente di Lega Coop. E alla cooperativa 29 Giugno di Buzzi, che fa le pulizie nelle sedi romane del ministero del Lavoro, come scritto da alcuni quotidiani. Il ministero fa sapere che l'appalto da 3 milioni venne assegnato quando Poletti non era ministro a Cns, un consorzio di cui faceva parte la coop di Buzzi, subentrata solo in un secondo tempo per inadempienza della prima azienda. E che il Tribunale di Roma negli ultimi giorni, nominando degli amministratori giudiziari per le cooperative di Buzzi, ha confermato l'appalto. Altro fronte quello del parlamentare di Forza Italia Ignazio Abrignani, chiamato a fine novembre da Manlio Denaro, suo trainer in palestra, per interessarlo alla sorte di Emanuele Macchi Di Cellere, ex camerata detenuto e malato. Denaro e Macchi sono stati arrestati due giorni fa come mandanti dell'omicidio di Silvio Fanella, cassiere della banda Mokbel. Abrignani si è difeso dicendo che allora non sapeva chi fosse davvero Denaro. Intanto arriva una minaccia di morte a Gaetano Pascale, ex poliziotto della squadra mobile di Roma che in un'intervista tv ha parlato dei presunti legami tra servizi segreti e Carminati, ritenuto capo di Mafia Capitale. «Colpiremo quando meno te l'aspetti», scrive un anonimo in un messaggio consegnato a casa.