Prodi parla di tutto, non del Quirinale

di Stefano Luppi «Di Quirinale non parlo». Romano Prodi, ieri sera a Modena dove a Palazzo Europa ha ricordato Ermanno Gorrieri nei dieci anni della morte dello statista modenese, è stato irremovibile davanti alla sala strapiena di persone venute ad ascoltarlo. Prima con i cronisti era andata anche peggio con l'ex premier e presidente della Commissione Europea che davanti alle telecamere aveva sibiliato un «non fate questa domanda, l'ho già detto mille volte». Intendendo con questo ovviamente «no» alla candidatura al Colle. È evidente che il Professore è ancora "scottato" dal tradimento di 101 esponenti del Pd, il suo partito, che nel 2013 non vollero Prodi appunto al Quirinale su proposta di Bersani. Nonostante ciò l'esponente bolognese rimane un nome forte, uno dei "papabili" per la carica non appena le "imminenti" dimissioni di Napolitano diverranno realtà. A parte questo tema Prodi, presso la Fondazione Gorrieri per la conferenza "La pace nel XXI secolo: diseguaglianze e conflitti nel mondo globale", sfoggiava la consueta bonarietà e voglia di scherzare. Tanto che, ricordando come 24 ore prima fosse a colloquio con Vladimir Putin sulle sanzioni alla Russia per l'annessione della Crimea, aveva detto: «Putin non mi ha chiesto proprio nulla su Modena». Il ghiaccio si è così rotto e il Professore ha potuto discutere di politica internazionale per un'ora, toccando diversi temi tra cui quello della pace del mondo caro anche a Gorrieri. È stato un giro del mondo virtuale, davanti a tanto pubblico tra cui il sindaco Muzzarelli, il prefetto Di Bari, l'ex presidente della Provincia Sabbatini, il presidente del Consiglio comunale Francesca Maletti, il consigliere regionale Giuseppe Boschini, l'ex assistente del ministro Cécile Kyenge Paolo Negro e tanti altri volti noti della città. Prodi ha parlato di Cina, Africa, Russia, America e naturalmente di Europa, mettendo al centro la ricchezza e la povertà nel mondo attuale. «Quello che sta avvenendo a Cuba - il Professore si riferisce alla ripresa dei rapporti tra gli Usa e l'isola di Fidel Castro - è molto importante e si prospetta uno scenario utile per il futuro perché almeno si è disinnescata una bomba». E poi sulla situazione attuale: «Dobbiamo guardare al futuro e io anche di recente l'ho fatto, stando in ospedale un periodo anche se sto benissimo, leggendo le 900 pagine del bel libro di Thomas Piketty Il Capitale nel XXI Secolo». Il Professore ha parlato soprattutto di disuguaglianze: «Le disuguaglianze crescono dappertutto tranne che nei paesi scandinavi e non sempre è stato così. Non si redistribuisce da nessuna parte, tranne in Brasile che cresce ma dove la povertà resta altissima. La Cina cresce del 7% e ha un Pil pari all'America, ma non dimentichiamo che ha 5 volte la popolazione». Alcuni cenni anche al suo passato da premier: «Durante le elezioni parlai di tasse e in una settimana persi 5% nei sondaggi, per questo nessun politico dice più che le tasse sono collegate ai servizi». Prodi ha poi raccontato che 4 mesi fa, in Cina, un suo articolo per il Quotidiano del Popolo venne censurato in alcune parti perché l'economista ed ex presidente dell'Iri faceva riferimento alla gestione tra pubblico e privato della sanità. Il centro studi Francesco Luigi Ferrari, la Fondazione Ermanno Gorrieri per gli studi sociali e la Fondazione Sias, insieme alla famiglia, ricorderanno il politico scomparso il 29 dicembre 2004 il 16 gennaio alle 18. Prevista anche la proiezione del filmato "In ricordo di Ermanno".