Poletti: «Con quella roba non c'entro»

Sarete molto affascinanti ed ammirati da tutti. In amore la vostra sensibilità vi metterà sulla strada giusta per incontrare la persona a voi destinata. Accettate un invito. «Sto male nel vedere il mio nome messo vicino alle schifezze che ci sono. Sono indignato. Quelle cose non c'entrano nulla con il sottoscritto, sentirsi messa in discussione la propria reputazione è intollerabile». Così il ministro del Lavoro Giuliano Poletti torna sulla fotografia relativa alla cena del 2010 che lo ritrae accanto a Salvatore Buzzi e ad altri indagati nell'inchiesta "Mafia Capitale". «La reputazione è una delle cose più difficili da costruire ed è la più facile da perdere - ha aggiunto il ministro -, è intollerabile sentirsela mettere in discussione per dei comportamenti inimmaginabili. Mi sento tradito dopo aver corso per tutta l'Italia per 40 anni per aiutare le cooperative sociali». Al tavolo della cena del 2010, organizzata dalla "Cooperativa 29 giugno" di Salvatore Buzzi, si riconoscono nella foto l'allora sindaco Alemanno (di spalle in camicia bianca), l'ex capo dell'Ama Panzironi (accanto a Poletti), il dimissionario assessore alla casa Ozzimo (in piedi sullo sfondo) e lo stesso Buzzi, definito dai pm romani «braccio destro imprenditoriale» di Carminati. Nella stessa sala, un tavolo più in là, si riconosce il pregiudicato Luciano Casamonica.