scaffale modenese

di Michele Fuoco Cento "Biografie estensi" (Mucchi Editore, pp. 160, 18 euro) per raccontare storie di personaggi famosi che hanno reso celebre la terra in cui sono nati o di cui sono diventati figli adottivi. I personaggi illustri sono dei territori di Modena e Reggio Emilia un tempo uniti sotto le insegne di Casa d'Este. Alla selezione ha provveduto il comitato scientifico composto da Matteo Al Kalak, Marco Cattini, Sonia Cavicchioli, Giorgio Montecchi e Elio Tavilla che hanno ripercorso circa duemila anni di storia, tra la fine dell'Impero Romano e i giorni nostri, per individuare protagonisti nel campo della scienza, dell'arte, della politica e del costume. Una indagine, dagli Appennini alle sponde del Po, per rendere note vicende umane e culturali di uomini e donne di primo piano. «Non si tratta ­ si legge nell'introduzione di una storia della dinastia ducale, né l'aggettivo scelto per queste biografie deve trarre in inganno: biografie estensi sono quelle di Matilde di Canossa, di S. Geminiano e San Prospero, di Enzo Ferrari e Nilde Iotti. Personaggi che non ebbero legami diretti con i sovrani che ressero le sorti del piccolo ducato». Si inizia dai santi patroni di Modena e Reggio, vissuti durante il tramonto dell'Impero Romano per finire con Luciano Pavarotti. Non c'è mai ostentata esaltazione dei personaggi. In testi brevi si mira ad offrire al lettore "ritratti" essenziali. Vengono ritagliati profili, con una individuazione puntuale di fatti e vicende di ognuno, facendo affiorare anche segreti della loro esistenza. La prima sezione è dedicata a personaggi della storia istituzionale, dai vescovi ai signori feudali, dai duchi estensi, dopo il 1598, agli eroi del Risorgimento e della Resistenza. Si spazia da Sant'Anselmo di Nonantola a Matilde di Canossa, da Francesco I a Raimondo Montecuccoli, da Ciro Menottti a Manfredo Fanti, da Odoardo Focherini ai Fratelli Cervi, da Dossetti a Gorrieri e Nilde Iotti. Nella sezione dell'arte figurano, oltre a Lanfranco e Wiligelmo, Tommaso da Modena, Ugo da Carpi, i maestri della terracotta Mazzoni e Begarelli, Nicolò Dell'Abate, Jacopo Barozzi, Gaspare Vigarani, Luigi Poletti, Stringa, Malatesta. Nel Novecento vengono scelti Graziosi, Prampolini, Ligabue e Ghirri. Varia la sezione "Società e cultura" con Boiardo, Pico della Mirandola, Ariosto, Tassoni, Orazio Vecchi, Adeodato Mucchi, Muratori, Spallanzani, Zanichelli, Adolfo Venturi, Alberto Braglia, Dorando Pietri, Formiggini, Guanda, Telesforo Fini, Ferrari, Don Zeno, Zavattini, Delfini, Guglielmo Zucconi, i Fratelli Panini, Pavarotti. Concludono la carrellata di nomi famosi il giornalista Edmondo Berselli e lo scrittore Pier Vittorio Tondelli. Curiose le storie di don Francesco Venturelli, il prete del campo Fossoli, di suor Angela Caterina d'Este, legata a presunte possessioni e seduzioni diaboliche.