Senza Titolo

di Michele Fuoco wTERRE DI CASTELLI Circa 30 mila le presenze per Poesia Festival nei comuni di Unione Terre di Castelli (Castelnuovo, Castelvetro, Marano, Spilamberto, Vignola), Castelfranco e Maranello. Un numero superiore, per la decima edizione, rispetto a quello dello scorso anno. Ma conta, in particolare, che il festival sia cresciuto in entusiasmo, in passione. Una sorta di euforia collettiva, tanto che molte persone hanno sfidato, proteggendosi con cappelli, sciarpe e giacconi, anche la fredda mattinata di domenica nella Rocca Rangoni di Spilamberto per ascoltare Franco Buffoni e le voci di Trieste (i poeti Luigi Nacci e Christian Sinicco, e lo scritore Mauro Covacich). Di «manifestazioni partecipate, con commovente affetto» parla la direttrice Alessandra Anderlini. «Incredibile presenza di pubblico per l'omaggio a Roberto Roversi alla Biblioteca di Maranello. E per Stefano Benni a Castelfranco il Teatro Dadà si è riempito un'ora prima dello spettacolo dedicato a "Cyrano de Bergerac". Non di meno a Spilamberto, nello Spazio Famigli, per la lezione di Giuseppe Cederna sul dramma della prima guerra mondiale. Abbiamo individuato anche qualche iniziativa originale, come quella di far dialogare la poesia con il cibo. Una interpretazione di grande ilarità offerta dall'attore bolognese Vito, in piazza a Castelnuovo dove il concerto con Dallabanda, per l'evento fnale, ha reso palpabile il ricordo di Lucio Dalla che, per alcune canzoni, si è avvalso della poesia di Roversi». Il festival ha espresso tanto vigore. «Un'energia intensa - sostiene Massimiliano Meschiari, assessore alla Cultura di Castelnuovo - trasmessa al pubblico. Una manifestazione di valore che deve vivere, impegnando le amministrazioni comunali a maggiori investimenti per un continuo rinnovamento e disporre di nuovi spazi per accogliere più agevolmente migliaia di partecipanti». Il budget diminuisce di anno in anno. E per questa edizione soltanto 170 mila euro per oltre 50 iniziative. «Pur con ridotti finanaziamenti - dice il poeta e critico Alberto Bertoni, del comitato scientifico - siamo riusciti a proporre un programma più ricco. C'è una maggiore condivisione dei poeti partecipanti. Nei primi anni del festival si faceva fatica a trovare i poeti, gli attori. Occorreva telefonare più volte. Da qualche tempo la manifestazione ha assunto una tale considerazione che sono gli stessi poeti e attori a mettersi in contatto con noi per essere presenti al festival. Si propongono e cercano di venirci incontro con richieste meno onerose. La poesia è fuori dall'economia, dal circuito vizioso della narrativa che esige anticipi per gli scrittori». Pensa, invece, Roberto Alperoli, ideatore del festival, che «esso debba crescere in profondità, cioè in orizzontalità coinvolgendo sempre di più il territorio (scuole, biblioteche, associazioni), immettendo maggiormente il lato poetico nelle altre manifestazioni del territorio, e sacrificando un pochino di più la logica del festival per promuovere la poesia in termini più continuativi. L'obiettivo è di comunicare che la poesia parte dalla vita e parla della vita e alla vita». Resta, comunque, il "nodo" economico, anche se la Fondazione di Vignola, per voce del suo presidente Valerio Massimo Manfredi, si impegna a sostenere il festival anche in futuro. Come fa, in parte, la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. E non manca la buona volontà di privati (Cremonini, Villani) di dare una mano. Esclusa la possibilità di far pagare, come accade per il Festival della letteratura di Mantova, il biglietto d'ingresso per alcune inziative legate allo spettacolo, non viene scartata l'ipotesi di una raccolta, anche per internet, di fondi perché il festival costituisce un vero investimento per la crescita della comunità, anche in termini di immagine. Ci crede fermamente Umberto Costantini, assessore alla Cultura dell'Unione Terre di Castelli e sindaco di Spilamberto, cresciuto (aveva 16 anni nel 2005) con il festival di cui avverte tutto il fascino per il contributo educativo nei confronti delle nuove generazioni. Si fa strada il culto continuo per la poesia, «l'unica - afferma Mauro Smeraldi, presidente dell'Unione, che cita il colloquio tra Petrini e il cileno Sepulveda - che può cambiare il mondo».