«Ospedale già riconvertito senza dir nulla alla gente»

CASTELFRANCO «Mentre la giunta Reggianini persevera nel suo assordante silenzio, l'Ausl ha sancito la riconversione dell'ospedale Regina Margherita in Casa della Salute con un hospice che inizialmente era previsto all'ospedale di Baggiovara». È l'intervento di Modesto Amicucci e Marco Vignali del Comitato Liberi di Scegliere. «Si legge nella relazione illustrativa allegata alla delibera che il nosocomio presenta 50 posti letto di cui 23 di Medicina, 17 di lungodegenza e 10 di day-hospital (di cui 6 dedicati all'attività di Day Surgery e 4 di Medicina). Si passerà "al graduale superamento della funzione di ricovero per acuti con attribuzione alla struttura del ruolo di presidio territoriale in grado di erogare l'insieme delle cure primarie, attraverso l'apertura di una Casa della Salute di tipologia grande secondo i parametri regionali, garantendo altresì, nell'ambito di una gestione territoriale attività di ospedale di comunità e di hospice". Le aree destinate alla degenza saranno così articolate: 20 posti letto di ospedale di comunità; 10 posti letto di hospice; attività chirurgiche limitate alla sola chirurgia ambulatoriale. Il costo complessivo di tale riconversione sarà di 3 milioni e 405.000 euro finanziati in parte dallo Stato e dalla Regione con i fondi destinati inizialmente a realizzare l'hospice a Baggiovara e alla ristrutturazione del Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura, mentre la realizzazione dell'Area Hospice sarà a carico dell'Ausl (1 milione e 300.000 euro). Ci chiediamo ancora una volta perché a pagare programmazioni forse errate fatte in passato debbano essere Castelfranco e i 75.310 abitanti del distretto sanitario 7 che resterà, molto probabilmente, privo del punto di primo intervento diurno la cui presenza non è prevista nella Casa della Salute e tantomeno nell'hospice. Peraltro, nella stessa delibera nulla si prevede sulla futura organizzazione del servizio di emergenza-urgenza: con l'automedica promessa già nel 2009 e mai arrivata e con la probabile chiusura del Punto di Primo Intervento, chi assicurerà il servizio? La continuità assistenziale dei medici di Medicina Generale? E ancora: sono presenti nell'attuale organico le figure professionali previste per gestire un hospice? Ci sarà un direttore scelto tra gli amici politici? Oltre ai costi di realizzazione, quali saranno quelli di gestione? Cosa cambierà per il personale medico e infermieristico in organico? Cosa ne pensano i sindacati? Vista la disponibilità di fondi, non potevano essere valutate alternative come la realizzazione di un hospice in altro luogo a cura di un privato da accreditare e al contempo ripotenziare il Regina Margherita? A tal proposito, forse qualcuno aveva già presentato progetti? Anche questa volta, le decisioni sono state assunte dopo le elezioni e ancora una volta né il sindaco Reggianini né l'assessore Manni hanno ritenuto di informare e consultare i cittadini». Andrea Minghelli