"Rivoluzione copernicana" per la P.A.

CANCRO 21/6 - 22/7 ROMA Dopo il voto di fiducia, la riforma della Pubblica Amministrazione è più vicina al traguardo. Oggi è atteso il voto finale della Camera. Poi il testo passerà al Senato, per essere convertito entro il 23 agosto. Queste le misure più importanti. Stop trattenimento in servizio. Dalla fine di ottobre nessun dipendente pubblico potrà restare a lavoro dopo avere raggiunto i requisiti pensionistici, mentre finora la carriera poteva protrarsi ancora per due anni. La regola vale anche per i magistrati. Pensionamenti d'ufficio. La Pubblica Amministrazione potrà mandare a riposto i suoi dipendenti, motivando la scelta, a 62 anni, purchè abbiano l'anzianità massima. Anzianità contributiva e non più effettiva, come stabilito fino ad esso (valgono quindi i riscatti). Si tratta di uscite anticipate di 4 anni rispetto al limite standard di 66 anni. Le soglie d'età non sono però uguali per tutti, per professori universitari e primari salgono a 68 anni, per i medici a 65. Prof incagliati da riforma Fornero. Nel decreto è stata inserita la soluzione per gli insegnati "quota 96". Il dl dà via libera, già a partire da settembre, alle uscite prevedendo un limite di 4mila pensionamenti e un tfr rimandato alla maturazione dei requisiti secondo la Fornero. Mobilità obbligatoria. Un dipendente pubblico potrà essere trasferito da un ufficio all'altro, nel raggio di 50 chilometri, senza previe motivazioni. Ma tutto ciò non vale per i genitori con bambini sotto i 3 anni o tutelati dalla legge 104. I criteri generali per la definizione della mobilità saranno decisi, ed è una novità, insieme ai sindacati. Lo stesso vale per il demansionamento: al massimo si potrà scendere di un gradino. Stop a incarichi una volta in pensione. Le modifiche introdotte nell'iter parlamentare hanno esteso la platea anche a società ed enti a controllo pubblico. Authority. Resta in piedi l'ipotesi di accorpamento delle sedi, ma solo se non vengono rispettati i nuovi vincoli: il 70% del personale deve essere concentrato nel "quartier generale". Poteri a Cantone. Viene allargato il campo d'azione del presidente dell'Autorità Anticorruzione. La sua vigilanza sui contratti d'appalto a rischio coinvolgerà pure le concessionarie e potrà proporre commissariamenti anche nei casi in cui il procedimento penale non sia stato ancora aperto. Aspettative magistrati. Le toghe che ricoprono incarichi in uffici di diretta collaborazione con la P.a, pure se solo di consulenza giuridica, non possono più godere dell'aspettativa, devono quindi per forza andare fuori ruolo.