Via al totocandidatura per il consiglio regionale

di Davide Berti C'è un problema di gestione e un problema di di...gestione in questa campagna elettorale in sordina verso le prossime Regionali. Il Pd, che ha salutato Vasco Errani, riuscirà a superarli? Per ora arranca. La gestione non è mai stato il piatto forte del partito degli ultimi tempi, e anche questa vicenda regionale lo dimostra. Molto semplice: per una volta che due modenesi, Stefano Bonaccini e Matteo Richetti, possono giocarsi la presidenza della Regione, nessun dirigente del partito modenese si è augurato ufficialmente che uno dei due possa spuntarla, nemmeno nella candidatura. L'occasione di un presidente di casa nostra, nell'ottica di un futuro sempre più a contatto con il governo regionale per la sopravvivenza degli enti locali, dovrebbe stimolare una chiamata di responsabilità che fino ad oggi non è stata digerita. Anzi. Come al solito ci si è affrettati di più a dire perché uno dei due, indipendentemente dal soggetto, non andava bene a quel ruolo. Tutti motivi che come al solito, quando nei corridoi impazzano gli schieramenti di corrente, non hanno nulla a che fare col merito: la colpa di Richetti è quella di non poter essere tenuto sotto controllo perché da sempre fuori dagli schemi, quella di Bonaccini di aver temporeggiato troppo per poi abbandonare Modena. Quindi, secondo qualcuno, è meglio pescare altrove. Difficile capire dove sta la ragione se questi due esponenti politici sono stati considerati in grado di fare rispettivamente il parlamentare e il segretario della più importante regione rossa. Evidentemente qualcosa che non funziona, anche nel processo che porterà alle prossime scelte sulla Regione, c'è. Basta guardare anche cosa si sente per le candidature da consigliere regionale. Oggi i consiglieri uscenti sono considerati quanto di meglio la provincia possa esprimere, l'esatto contrario di quanto era accaduto per i parlamentari uscenti appena un anno fa. Il moto del renzismo modenese ha sempre avuto delle fasi alterne, talmente alterne che se fossero riconfermati i consiglieri uscenti (Serri, Costi e Vecchi) non ci sarebbe nessun nome renziano vero. Ma questo, forse, è il problema minore. Preoccupano di più - come scriveva anche qualche giorno fa Repubblica - il procedimento sulle spese del consiglio regionale che potrebbe coinvolgere l'intera legislatura passata, anche solo come atto dovuto. E come si concilierà un eventuale avviso di garanzia con una nuova candidatura? Impensabile logisticamente fare delle primarie per i nomi dei papabili consiglieri, si procederà con una consultazione nei circoli che non potrà che coinvolgere solo nomi molto noti alla classe dirigente e difficilmente ci potranno essere sorprese. In campo, ad oggi, potrebbero esserci Enrico Campedelli, già pronto ad un asse con Palma Costi, Giuseppe Boschini e Francesca Maletti, Lucia Bursi, Paolo Trande, Luca Sabattini, Antonino Marino. Ma siamo solo all'inizio. @dvdberti ©RIPRODUZIONE RISERVATA