Facchini in sciopero alla coop "Sistema Lavoro e Servizi"

Erano una quarantina, sotto la pioggia, in presidio davanti allo stabilimento NordiConad di via Finzi. Ieri mattina il comparto facchini dell'impianto si è fermato per circa due ore, scioperando contro la cooperativa Sistema Lavoro e Servizi, che da 4 mesi ha in gestione l'appalto per il magazzino della Sacca. Una quarantina – dalla Cgil assicurano che l'adesione è del 70% - in rappresentanza dei 65 dipendenti della coop. I quali, a partire da giugno, si sono visti detrarre dalla busta paga mensile 28 euro. Una trattenuta decisa a mo' di rimborso per danni subiti durante l'attività di lavoro, relativi al danneggiamento della merce trattata dai facchini. Una decurtazione che non è piaciuta ai sindacati, che la definiscono «indebita», criticandone soprattutto le modalità di attuazione. Secondo i lavoratori, infatti, il comportamento della coop sarebbe stato «arrogante e unilaterale», considerando che le detrazioni – quella di giugno, già attuata, e le successive, per il momento solo minacciate – sono state estese a tutti i dipendenti. «È illegittimo procedere in questo modo- affermano in coro Giulia Grandi della Filt/Cgil e Maurizio Denitto della Fit/Cisl – Norne del contratto nazionale, e anche nello stesso regolamento della cooperativa, prevedono che in caso di presunte violazioni si proceda per gradi, attraverso una prima lettera di contestazione mirata e individuale al lavoratore». Ma la detrazione sarebbe solo la «goccia che ha fatto traboccare il vaso», scoperchiando una situazione ben più grave. Che passa, tra le altre cose, dal mancato rispetto dei tempo di pagamento degli stipendi. Da 4 mesi si registrano «ritardi continui nella consegna del cedolino e nel pagamento della busta paga». L'azienda continuerebbe a non gestire correttamente l'orario contrattuale, fissato a 168 ore mensili, facendo eccedere alcuni dipendenti e "sottoimpiegandone" altri. Da qui, la scelta del presidio davanti al magazzino Nordiconad. Perché, nonostante violazioni e mancanze siano attribuite alla cooperativa – aderente al Consorzio Ucsa spa - «è evidente che il committente ha sempre responsabilità». Marcello Radighieri