Cia lancia l'allarme furti: «Bersagliati da malfattori»

di Miria Burani Sarà la crisi, sarà la microcriminalità in crescita, ma si sta diffondendo a macchia d'olio lo stato di allarme nelle campagne modenesi. Gli agricoltori continuano a denunciare furti a raffica: cisterne di gasolio prosciugate, mezzi agricoli che vengono trafugati, frutta e verdura rubata direttamente nei campi, anche quella che già è stata collocata in casse ed è pronta per essere commercializzata. «Sono episodi purtroppo consueti con cui i produttori hanno a che fare troppo spesso e che talvolta hanno risvolti incresciosi – lamenta la Cia di Modena - oltre al danno economico, la paura di essere sempre nel mirino di ladri condiziona la vita di chi sta nelle aziende, soprattutto in quelle più isolate e lontane dai centri abitati». Gli operatori anche nelle nostre campagne si sentono presi di mira della delinquenza, sono allarmati e temono di essere lasciati soli. Difficile quantificare numericamente la portata del fenomeno, perchè gli agricoltori non sempre denunciano i furti alle autorità. «Molti agricoltori ci segnalano la recrudescenza dei malviventi che non sono per nulla intimoriti anche quando vengono colti sul fatto – dice Cristiano Fini, presidente della Cia di Modena – al riguardo un agricoltore ha segnalato che ha ricevuto "visite" nel cortile da malviventi intenzionati a rubare gasolio e che, sorpresi a prosciugare la cisterna, invece di darsi alla fuga hanno minacciato il proprietario». Oltre al danno, che si aggiunge alla crisi economica e che rischia di aggravare la già difficile situazione delle aziende, gli agricoltori subiscono sempre più spesso la beffa di prevaricazioni dai malfattori. «Questi episodi sono sempre più frequenti – ha aggiunto ancora Fini – e si va da frutta e verdura ancora in campo, fino alla razzia di mezzi meccanici e persino fitofarmaci del valore di migliaia di euro. Consigliamo quindi ai produttori di denunciare sempre questi spiacevoli episodi». La Cia infine invita le forze dell'ordine a mantenere monitorate le aree rurali, sempre più bersagliate da bande pericolose di malviventi «che rischiano – conclude Fini – di mettere a repentaglio anche la sicurezza di chi spesso abita in aree isolate».