Modena la più virtuosa nei pagamenti

Se in tutta Italia il trend continua a essere negativo – con ritardi superiori ai trenta giorni – in Emilia Romagna, con la provincia modenese sul gradino più alto del podio, la puntualità delle imprese nei pagamenti commerciali sembra seguire dinamiche più virtuose. Secondo lo studio pagamenti realizzato da Cribis D&B;, società del gruppo Crif specializzata nelle business information, che ha analizzato i comportamenti di pagamento delle imprese dell'Emilia – Romagna nel primo trimestre 2014, infatti, il 48% delle imprese della regione ha saldato alla scadenza le fatture ai propri fornitori, mentre il 42,5% ha regolato i conti con un ritardo fino a 30 giorni medi dai termini concordati e il 9,5% con un ritardo oltre i 30 giorni. Quella dell'Emilia – Romagna è la migliore performance tra le regioni italiane, ben superiore sia alla media nazionale (38,8% di imprese puntuali, 45,9% di ritardi entro in 30 giorni, 16,1% di ritardi oltre i 30 giorni). E in questo contesto Modena sale sul gradino più alto del podio come provincia più virtuosa, con il 50,6% delle imprese puntuali. A seguire Reggio Emilia (50,1%) e Piacenza (49,1%), le più affidabili in regione con oltre il 49% di imprese che rispettano le scadenze contrattuali. Vengono poi Parma (48,9%), Forlì e Cesena (48,8%), Bologna (48,7%), Ferrara (46,3%). In coda Ravenna (43,5%) e Rimini, con appena il 42,7% di imprese regolari. A livello settoriale, il commercio al dettaglio mostra la situazione di maggior criticità con appena il 33,8% di imprese puntuali, il 49,6% con un ritardo entro i 30 giorni e il 16,6% con un ritardo oltre i 30 giorni medi. Si distingue per puntualità invece il settore dei servizi finanziari, che mostra il 57,8% di imprese virtuose e 9,7% di ritardi gravi. «Nel nostro studio abbiamo registrato le dinamiche che in questi ultimi anni hanno caratterizzato in modo significativo la vita delle imprese emiliano - romagnole, per cui oggi proseguono le difficoltà nel saldare i debiti commerciali, nonostante una performance superiore a quella media nazionale - commenta Marco Preti, amministratore delegato di Cribis D&B; - Da una parte continua il processo di istituzionalizzazione dei ritardi nei pagamenti commerciali, cioè la trasformazione dei ritardi in termini contrattuali, perché le imprese non vogliono perdere clienti e fatturato e concedono qualcosa nei termini di pagamento. Dall'altra, alcune imprese non riescono più a stare sul mercato e ritardano oltre modo il saldo delle fatture. Basti pensare all'andamento dei fallimenti, che hanno raggiunto quota 3.823 nel primo trimestre di questo anno 2014, con una media di 58 chiusure al giorno, due ogni ora».