Alitalia, caos trattativa divisioni sul contratto

di Andrea Di Stefano wROMA È sempre più confuso, e per certi versi drammatico, il rush finale per il salvataggio di Alitalia. Dopo il no all'accordo sugli esuberi della Cgil ieri è arrivata la firma separata del contratto nazionale: questa volta a chiamarsi fuori sono state Uil e Ugl. Il tutto mentre l'ad della compagnia lanciava un grido d'allarme che potrebbe anche essere interpretato come un ultimatum: «Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata», ha detto Gabriele Del Torchio. «Alitalia sta morendo. Credo, tuttavia, che stasera troveremo un accordo» ha concluso. L'amministratore delegato ha ben presente le clausole che Ethihad ha formalizzato per iscritto per potersi incamminare verso la conclusione dell'operazione con il versamento del denaro indispensabile per far sopravvivere la compagnia: 2.252 esuberi e una riduzione del costo del lavoro mediante una revisione del contratto nazionali che permetta risparmi per almeno 31 milioni di euro annui per il prossimo triennio. Ma la confederazione di Angeletti non solo non solo ha formalizzato il suo dissenso ma ha aperto un rilevante nodo formale: «Ci sono seri problemi di legittimità su quello che stanno firmando: non mi pare ci sia il 50% più uno. Noi proporremo il referendum», ha detto il segretario generale Uilt Claudio Tarlazzi. Il nodo del contendere è la rappresentanza del personale viaggiante, che la Uil vuole maggiore del resto dei lavoratori. Diversa la posizione dell'altra organizzazione sindacale che non ha voluto sottoscrivere l'intesa: «Il contratto così come è, è perfetto, ma non c'è unità di tavolo. Noi siamo stati pronti ad una mediazione sul punto che divide i sindacati, ma qualcuno non ha voluto la mediazione e ha spaccato il tavolo», ha sottolineato il segretario confederale dell'Ugl Gildo Rossi. «Questo accordo così impegnativo e oneroso per i lavoratori, secondo noi deve essere condiviso dalla totalità delle organizzazioni sindacali. Anche l'associazione del personale viaggiante, Avia, si è messa alla finestra: «Al momento ci prendiamo tempo per fare le verifiche con i lavoratori. Non condividiamo l'impostazione», ha aggiunto il presidente Divietri, specificando che l'Avia metterà «una sigla tecnica con clausola di verifica con referendum certificato». Nell'ingarbugliata situazione dei diversi tavoli di confronto sindacale, che la Camusso ha criticato dal punto di vista metodologico sottolineando che la «moltiplicazione di tavoli di queste ore non è foriera di buone notizie, dobbiamo presidiare alcune emergenze», è invece arrivato uno spiraglio positivo dalle banche creditrici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA