Israele, via all'invasione truppe e tank nella Striscia

ROMA Nessuno tentativo di mediazione è riuscito a evitare l'invasione di Gaza. Poco dopo le 21,40 ora italiana, Israele ha lanciato una vasta operazione di terra: truppe e tank israeliani sono penetrati in «molte zone» della Striscia di Gaza. «Una nuova fase dell'operazione "Margine protettivo" è cominciata: segue dieci giorni di attacchi a Israele via terra, via aria e via mare» ha annunciato il portavoce dell'esercito isralieano, tenente colonnello Peter Lerner. L'azione, condotta con la fanteria, i corpi corazzati, l'artiglieria e l'intelligence con il sostegno dell'aeronautica e della marina militare, ha precisato Lerner, è mirata e diretta alla distruzione dei tunnel che consentono ai «terroristi» di infiltrarsi e portare attacchi dentro Israele, non a rovesciare il governo di Hamas. «L'operazione di terra avviene dopo ripetute offerte respinte di far "raffreddare" la situazione» ha chiarito. Amaro il commento a caldo del ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukri, che nei giorni scorsi aveva guidato l'offensiva diplomatica del Cairo per una tregua: «Se Hamas avesse accettato la nostra proposta di un cessate il fuoco avrebbe potuto salvare molte vite tra i palestinesi». La decisione dell'azione di terra «è stata approvata dal gabinetto di sicurezza, dopo il rifiuto di Hamas ad accettare il piano egiziano per un cessate il fuoco e il proseguimento del lancio di razzi verso Israele» ha spiegato in un comunicato il premier Benyamin Netanyahu. «Aspettavamo con ansia questa operazione di terra per impartire una lezione a Israele» hanno replicato, lanciando la loro sfida, le Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato di Hamas. Per Nemer Hammad, consigliere del presidente palestinese, Abu Mazen l'attacco via terra di Israele «farà solamente altre vittime» e non risolverà la crisi, per la quale serve una «soluzione politica»: la proposta di tregua egiziana «è sicuramente un'opportunità, ma servono garanzie da entrambe le parti» ha detto, mentre la portavoce del Dipartimento di Stato americano, Jennifer Psaki ha annunciato che gli Stati Uniti «raddoppieranno gli sforzi» per un cessate il fuoco in Medio Oriente. Nella Striscia quello di ieri era stato un nuovo giorno di fuoco. Dopo cinque ore di tregua umanitaria, la guerra era ripresa subito con immutato vigore: quasi cento razzi - più un drone - su Israele e due infiltrazioni di miliziani di Hamas nel sud del Paese. Sulla Striscia erano continuati i raid con nuovi morti, tra cui altri cinque bambini, con un bilancio aggiornato a 240 morti e oltre 1.700 feriti. Di fronte alla situazione, Israele aveva annunciato che questa mattina avrebbe riunito il Gabinetto di sicurezza per decidere «come espandere» le operazioni su Gaza. Ma la decisione è stata presa prima del previsto. Proprio ieri, al Cairo, i mediatori egiziani avevano incontrato separatamente emissari israeliani e palestinesi, inclusi esponenti di Hamas. Ma dopo un primo annuncio positivo sul possibile raggiungimento di un'intesa, un portavoce di Gaza aveva dato un nuovo colpo di freno, sostenendo che Hamas intendeva apportare modifiche al piano, mentre anche il ministro degli Esteri israeliano, Avigdor Lieberman, aveva definito l'ipotesi di accordo «lontana dalla realtà».