Nomine Ue, partita in salita per l'Italia

di Lorenzo Robustelli wBRUXELLES È stallo pesante e preoccupante nell'Unione europea. La nuova legislatura, partita nei tempi previsti per il Parlamento stenta invece ad avviarsi per le altre istituzioni, Consiglio e Commissione. Il vertice dei capi di Stato e di governo di mercoledì, finito a notte fonda, ha portata solo ad un rinvio lunghissimo di un mese e mezzo. «Pensavo al solito rinvio di una settimana per definire i dettagli di un accordo», ha detto ieri l'ex presidente della Commissione Romano Prodi parlando a Bologna, «invece il rinvio al 30 agosto è estremamente pesante, soprattutto per il semestre di presidenza italiana, che avrà le istituzioni europee al completo solo nell'ultima parte». A frenare sono stati in particolare i popolari. I socialisti europei, pur in maniera un po' confusa e probabilmente poco condivisa, si erano comunque presentati al vertice con i due nomi necessari: la premier danese Helle Thorning-Schmidt per la presidenza del Consiglio Ue e Federica Mogherini per l'Alto rappresentante. Certo, non potevano ottenerli tutti e due, ma non si è trovata l'intesa neanche su uno, e da parte popolare non si è nemmeno presentato un nome, a dire il vero. Ieri mattina il leader parlamentare del Ppe, il tedesco Manfred Weber, uomo molto vicino alla cancelliera Angela Merkel ha tentato di "normalizzare" il clima, spiegando che «il gruppo popolare al Parlamento Ue si batte per una Commissione europea di alto profilo», e che dopo "l'importante" inizio con la nomina di Jean-Claude Juncker alla Commissione europea, «per tutte le altre nomine, la qualità dovrebbe prevalere sulla fretta». Su Mogherini, sostiene Renzi, «contrariamente a quanto scrivono i giornali, nessuno ha posto problemi», ed anzi, «in particolare Merkel e Hollande hanno detto che l'Alto rappresentante tocca ai Socialisti», e, ha sottolineato, «l'unico candidato dei Socialisti per ora è Federica Mogherini». Però il premier è sembrato meno sicuro dei giorni scorsi: ha detto «per ora» e poi ha aggiunto che «se l'Alto rappresentante deve essere un uomo con esperienza non credo che sarà la Mogherini». In verità la palla sembra passata nel campo dei popolari, che, invertendo la linea che avevano scelto all'inizio delle nomine "una per volta" ora vogliono il pacchetto completo. «Ci vuole un accordo globale - ha spiegato il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy -, e se non c'è allora non c'è accordo». La questione sarà chiusa a fine agosto, garantisce. Intanto la Mogherini si dice tranquilla: «Continuo a fare il mio lavoro che è molto impegnativo, importante e anche molto bello. Questo è quello che mi impegna in questi giorni» lorenzo@robustelli.eu ©RIPRODUZIONE RISERVATA