Ispezione alla discarica: la tensione sale alle stelle

FINALE Stormi di gabbiani volano sulla montagna artificiale, evidentemente c'è qualcosa di "buono" di cui cibarsi. Via Redene Cremonine, qui sorge la discarica di Feronia (società compartecipata da Hera e Sorgea) che entro fine agosto andrà ad esaurimento, ma per cui - il 23 luglio - la Provincia dovrà pronunciarsi sulla richiesta di ampliamento da 770mila metri cubi di rifiuti, 435 di rifiuti urbani e 335 di rifiuti speciali. Se, come appare scontato, arriverà il via libera, resterà una delle tre regionali attive (insieme a Imola e Ravenna) nei prossimi anni. Per capire come funziona l'impianto, le ricadute sui terreni e la gestione dei rifiuti si è tenuta una visita ispettiva dell'onorevole M5S, Vittorio Ferraresi, con diversi esponenti delle opposizioni finalesi. A creare ancora più attesa per un sopralluogo previsto da oltre tre settimane ci si è messa, negli ultimi giorni, quella puzza che sta infestando Massa, ma che si sente ben oltre i confini comunali e che l'amministrazione imputa agli spandimenti di compost in via Albero, mentre agricoltori e politici d'opposizione non escludono venga proprio dalla discarica. La mattinata è stata molto tesa, soprattutto quando ai cancelli dell'impianto sono giunti il sindaco Ferioli con gli assessori Lisa Poletti e d'Aiello. Maurizio Poletti ha minacciato di interrompere la visita e c'è stato un battibecco tra Gianluca Borgatti e l'assessore Poletti prima e lo stesso Borgatti con Ratti (Pd) poi. Ricomposta la situazione l'ispezione è iniziata. Il tecnico di Feronia Lorenzo Salvini, l'ad Superbi e il presidente Valentini hanno spiegato come viene trattato il percolato (il liquame prodotto dai rifiuti che macerano) mentre Maurizio Poletti ha chiesto lumi sulla presenza delle macerie del terremoto («Potete dirci con assoluta certezza che non vi sia dentro amianto?», ha domandato, ottenendo una risposta positiva, che comunque non lo tranquillizza). E mentre il deputato Ferraresi veniva accompagnato sul picco della montagna si è continuato a discutere della puzza del compost. «Noi usiamo compost per coprire il materiale scaricato - hanno spiegato da Feronia - ma gli odori nauseabondi non sono colpa nostra: il vento ha sempre tirato in senso opposto a noi». Prima di congedarsi e mentre il sindaco Ferioli cercava di tranquillizzare i cittadini («Se non vi fidate delle analisi degli specialisti sono pronto a pagare voi per farle, non ho niente da nascondere»), ancora tensione quando i vertici di Feronia si sono rifiutati di consegnare i report giornalieri di analisi perché "li comunichiamo agli enti competenti", è stata la giustificazione. (f.d.)