Il Governo dovrà indire subito le elezioni

Gli uffici legislativi di Giunta e Assemblea regionali confermano che l'Emilia-Romagna si avvia verso nuove elezioni. Qualche dubbio resta solo sui tempi, per una sentenza costituzionale di non facilissima interpretazione. La procedura ora prevede che vengano formalizzate le dimissioni del presidente Vasco Errani, che fanno entrare la Regione nel regime di sola amministrazione ordinaria; il passo successivo è la decisione del Governo di indire le elezioni, con decreto prefettizio: ci sono tre mesi ma qui l'interpretazione non chiarisce ancora se questo tempo è fissato per il giorno della convocazione delle elezioni o per il giorno del voto. Lo chiarirà un consulto fra diverse istituzioni. In questa fase, il presidente della Giunta dimissionario e la presidente dell'Assemblea legislativa, Palma Costi, dovranno incontrare la Consulta di Garanzia Statutaria per consegnare la loro proposta di atti urgenti da approvare in regime di ordinaria amministrazione e la Consulta deciderà in autonomia cosa, di quella proposta, sarà sottoposto al voto di Giunta o dell'Assemblea. Solo in questo contesto, il potere di firma del presidente della Regione passerà alla vice presidente Simonetta Saliera. Dunque, fino al decreto prefettizio che convocherà le elezioni regionali in Emilia-Romagna, dopo la formalizzazione delle dimissioni di Errani sia la Giunta che l'Assemblea resteranno in carica per l'ordinaria amministrazione, durante la quale verranno approvati solo gli atti definiti urgenti dalla Consulta di Garanzia Statutaria. Per i prossimi passi in viale Aldo Moro si aspetta ora la formalizzazione delle dimissioni del governatore. Nel frattempo, la consulta di garanzia statutaria della Regione, presieduta da Flavio Peccenini, convocherà la presidente dell'assemblea legislativa, Palma Costi, e la vicepresidente della giunta Simonetta Saliera (non sarebbe previsto il suo ruolo di surroga del presidente) per stabilire quali sono i provvedimenti urgenti da approvare comunque nella fase di ordinaria amministrazione, come ad esempio la programmazione dei fondi strutturali europei o l'assestamento di bilancio. Il voto, come detto, andrà poi indetto entro tre mesi dal Governo. Questo è quanto si spiega in Viale Aldo Moro, dove ieri si è tenuta una giunta alla quale Errani non ha partecipato.