Cavone, quei dati non rassicurano

«Se i fluidi iniettati nel pozzo Cavone 14 non sono rilevati nei pozzi vicini, vuol dire che si diffonderanno verso altre direzioni. Per esempio verso il basso e lateralmente, andando ad interessare aree circostanti come ad esempio quella dove si è verificato il sisma del 20 giugno, praticamente alla stessa profondità del pozzo 14 e dopo quattro giorni che erano terminate le reiniezioni». Con queste parole il prof Franco Ortolani, geologo dell'Università di Napoli, in passato più volte consultato per la sua esperienza dai comitati dei cittadini, smonta tutte le rassicurazioni che erano state diffuse a livello regionale, per chiudere il più in fretta possibile la questione Cavone, emblematica per tutte le altre questioni "No triv" aperte dopo il rapporto della Commissione Ichese. Ortolani poi fa notare che a dire che la reiniezione dei fluidi di scarto delle estrazioni petrolifere nel pozzo Cavone 14 non influenza direttamente la pressione dei pozzi vicini ci aveva già pensato Arpa nel 2011. «E dunque a cosa è servita la sperimentazione?». Per Ortolani si tratta della "scoperta dell'acqua calda". «Se si legge la nota di Arpa di Modena del 5 luglio 2011 con le considerazioni sulle prescrizioni del pozzo di reiniezione acque - spiega Ortolani - si evince che ulteriore conferma della scelta dell'unità geologica profonda per le sue caratteristiche di recettività e di non interferenza con il resto del giacimento è evidenziata dall'andamento erogativo dei pozzi limitrofi, che "non è stato interessato dall'attività di reiniezione in corso da tre decenni". »Si doveva eseguire un altro tipo di sperimentazione», seguendo peraltro le indicazioni del rapporto Ichese che «sollecita sperimentazioni adeguate». Secondo il geologo quindi «la sicurezza dei cittadini è argomento di importanza strategica e va affrontato senza conflitti d'interesse». Intanto il Comune di Concordia è entrato nel gruppo di lavoro istituzionale guidato dalla Regione che segue il monitoraggio nei pozzi presso il giacimento del Cavone. Concordia si unisce così a Mirandola, San Possidonio e Novi e parteciperà a tutte le fasi di studio e verifica dei dati che terminerà il 17 luglio.