Alitalia, scontro sugli esuberi

di Vindice Lecis wROMA Martedì comincerà la vera trattativa tra il governo, l'Alitalia e le organizzazioni sindacali per raggiungere un accordo sul piano industriale. Ma Gian Maria Gros-Pietro, presidente del Consiglio di gestione di Intesa-San Paolo (le banche hanno un ruolo centrale) avverte: «Senza la piena adesione del sindacato al piano industriale non siamo disposti a partecipare al finanziamento». Nonostante il ministro Lupi insista che la trattativa debba essere conclusa tassativamente entro la fine della prossima settimana, sul tavolo resta il macigno del 2.251 esuberi. Non propriamente un dettaglio anche se Etihad ha posto il dimagrimento del personale come pregiudiziale. Ma la Cgil non intende accettare «il prendere o lasciare» avverte Susanna Camusso. Il segretario generale della Cgil spiega chiaramente che il confronto «ha la finalità di non determinare eccedenze di personale» e che «non si può avere un'altra vicenda Alitalia che si tradurrebbe in migliaia di esuberi». Anche il segretario della categoria Filt-Cgil, Franco Nasso, insiste sul fatto che l'azienda si decida a «rendere noti i contenuti del piano industriale e non limitarsi a sommarie descrizioni». Ieri i ministri Lupi e Poletti hanno incontrato i sindacati in vista della trattativa vera e propria dell'8. Il governo ha assicurato che accompagnerà la vertenza ma restano vaghi i profili di questa azione, in particolare sugli esuberi. Il sindacato oscilla tra il no deciso agli esuberi e il tentare di limitarli. «Si lavora per una riduzione degli esuberi - ha detto Raffaele Bonanni, segretario della Cisl - Il governo deve trovare uno spazio e per permetterci di riassorbire nel più breve tempo possibile le persone». L'idea è la ricerca di «fonti di lavoro e altro come la Cig, qualsiasi soluzione che mantenga in piedi l'occupazione va bene». Anche per Luigi Angeletti (Uil) «bisogna trovare una soluzione, ovviamente positiva, he porti ad un accordo con Etihad salvando in qualche modo tutti». Ieri si è verificato un nuovo strappo da parte di piloti e assistenti di volo dell'Anpac che hanno proclamato uno sciopero il 20 luglio: «Il ministero non può non tener conto delle associazioni che rappresentano il personale navigante - denuncia Giovanni Galiotto, presidente Anpa - e' un atteggiamento incomprensibile che rischia di portare la trattativa all'interno di una palude». ©RIPRODUZIONE RISERVATA