Rimini: «Per la Regione una nuova generazione»

«Io e Matteo - riferito al collega di partito Richetti - non saremo certo contro ma lavoreremo assieme per la soluzione migliore possibile per l'Emilia Romagna». Risponde così Stefano Bonaccini all'articolo pubblicato ieri che metteva uno di fronte all'altro lo stesso Bonaccini e Matteo Richetti per una possibile candidatura alla presidenza della Regione. Dipenderà molto da Renzi e un po' da Errani, ma la logica vuole che non si mettano l'uno contro l'altro per uno scontro che sarebbe anche politicamente poco intelligente. Accanto il tweet di risposta al nostro direttore Enrico Grazioli, che ha stuzzicato i due politici sul tema Elezioni 2015. La cena c'è stata. Stefano Bonaccini era seduto al tavolo ma non ha certo svelato in quella sede che cosa intende fare. Ma l'argomento delle elezioni regionali è piuttosto caldo e nelle prossime settimane sarà in via definitiva sul tavolo di Matteo Renzi, chiamato a decidere chi prenderà, elettori permettendo, il posto di Errani in una delle regioni chiave per il governo del Pd. Ieri avevamo dato notizia del dualismo, che si prefigura da qualche tempo, tra Stefano Bonaccini e Matteo Richetti. Il primo più attivo di quest'ultimo. Proprio Bonaccini ha già cominciato una serie di incontri per sondare il terreno. E alla cena, che doveva rimanere segreta, c'era anche Stefano Rimini, di cui si parla anche in ottica candidatura per il ruolo da consigliere. E spiega: «Di cene se ne fanno tante, non mi pare sia un problema una cena. Le abbiamo fatte tutti. Il problema è trovare modo e tempo per le discussioni che contano. E il ruolo che Modena deve avere in ottica regionale è una discussione che conta. Non poco. Ma non mi pare che il partito ne stia parlando in modo adeguato. Tra quindici giorni scadono i termini per presentare le candidature alla segreteria regionale, a settembre ci sarà l'elezione della nuova provincia, a marzo 2015 la nuova Regione: penso sia meglio cominciare a parlarne, con grande tranquillità». Viene da chiedersi con che ruolo e con quali pesi: «Appunto. Io sento semplicemente l'esigenza che la mia generazione si metta in gioco una volta per tutte per rappresentare quel rinnovamento che a Modena deve ancora arrivare». Rimini ha anche in mente temi precisi: «Dove c'è scritto che il partito non può aprire una discussione sul ruolo della multiutility? Non può aprire una discussione sul tema delle fiere?Sugli aeroporti. La regione è sempre più centrale per Modena, e Modena non può sottrarsi a questo ragionamento, soprattutto alla vigilia di una scadenza regionale che su Modena potrebbe avere dei vantaggi». Il pensiero è, soprattutto, alla possibile presidenza modenese: «Sulle Regionali - spiega Rimini - l'ambizione e la possibilità di avere un candidato del territorio di Modena può dare alla nostra provincia un ruolo centrale. Che sia infrastrutture o commercio, Modena deve dimostrare di essere all'altezza. E lo può fare col cambiamento. Anche Modena ha bisogno di una nuova generazione che guidi i processi politici e non li subisca». Rimini torna ancora sul tema della cena: «Se c'è tanto interesse per una cena, vuol dire che il partito in questa fase ha poco da dire: c'è un problema. Non c'è interesse su altro perchè non ci sono spazi di discussione. Magari ha dato fastidio a qualcuno che si sia fatta. Non c'era la regia di grandi vecchi, ma solo l'ambizione di una generazione a provare a dare protagonismo a Modena. Un'occasione ghiottissima con due leader, che sono Bonaccini e Richetti, che hanno l'esperienza giusta da mettere in gioco. Sfruttiamo questa occasione. Tutti e due sono di alto profilo, tutti e due possono ambire, sfruttiamo il fatto che ci siano. Io non sono uno da caminetto ma da partecipazione larga. Il rischio è sempre che il Pd si chiuda: la mia ambizione non è un posto, ma che la nostra generazione si affermi una volta per tutte e senza che ci sia bisogno di creare scandalo». (d.b.)