Tellure Rôta, crescita del 5,4%

Dichiarazione dei redditi in arrivo significa anche recupero della documentazione che riguarda le spese sanitarie sostenute nell'anno precedente. Bisogna raccogliere gli scontrini della farmacia, le fatture delle visite specialistiche, le ricevute dei ticket: tutti costi che possono essere detratti dall'Irpef nella misura del 19%. Le spese mediche sono una delle componenti principali degli oneri detraibili, le prime da riportare nel Quadro E del modello 730. Ecco le regole per capire come funziona la detrazione. Le spese sanitarie danno diritto alla detrazione d'imposta per il 19% del loro importo. C'è però una franchigia di 129,11 euro. Questo significa che il contribuente deve sommare tutte le spese sostenute, sottrare la franchigia di 129,11 euro e calcolare sull'importo ottenuto il 19%. Ecco un esempio: per 1.000 euro di spese, la franchigia è 129,11 euro e la base imponibile di 870,89 euro; essendo la detrazione del 19% l'importo detraibile diventa 165,47 euro. Se le spese sostenute nell'anno non superano l'importo della franchigia non si ha diritto alla detrazione. La franchigia non si applica, cioè si ha la detrazione sull'intera spesa, se questa riguarda i mezzi necessari per l'accompagnamento, la deambulazione e il sollevamento di portatori di handicap (per esempio carrozzine) e l'acquisto di sussidi tecnici e informatici per facilitare la loro autosufficienza. Se le spese sanitarie hanno superato nell'anno il limite di 15.493,71 euro (calcolato senza togliere la franchigia) si può ripartire la detrazione spettante in 4 quote annuali di importo uguale. La ripartizione è necessaria se non c'è "capienza fiscale", cioè se l'Irpef da pagare nell'anno è inferiore alla detrazione a cui si ha diritto. Possono essere detratte le seguenti spese, che siano state sostenute sia nell'ambito di prestazioni private sia del Servizio sanitario nazionale (ticket): prestazioni chirurgiche; analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni; prestazioni specialistiche; acquisto o affitto di protesi sanitarie; prestazioni rese da un medico generico (comprese le prestazioni rese per visite e cure di medicina omeopatica); ricoveri collegati a una operazione chirurgica o a degenze. In caso di ricovero di un anziano in un istituto di assistenza e ricovero, la detrazione non spetta per le spese relative alla retta di ricovero e di assistenza, ma solo per le spese mediche che devono essere separatamente indicate nella documentazione rilasciata dall'Istituto; acquisto di medicinali; spese relative ad acquisto o affitto di dispositivi medici (ad esempio apparecchio per aerosol o per la misurazione della pressione sanguigna) purché dallo scontrino o dalla fattura risulti il soggetto che sostiene la spesa e la descrizione del dispositivo medico che deve essere contrassegnato dalla marcatura CE; spese relative al trapianto di organi; importi dei ticket pagati, se le spese sopraelencate sono state sostenute nell'ambito del Servizio sanitario nazionale. È possibile fruire della detrazione d'imposta del 19% anche per le spese di assistenza specifica sostenute per: assistenza infermieristica e riabilitativa (per esempio. fisioterapia, kinesiterapia, laserterapia); prestazioni rese da personale in possesso della qualifica professionale di addetto all'assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato alla assistenza diretta della persona; prestazioni rese da personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo; prestazioni rese da personale con la qualifica di educatore professionale; prestazioni rese da personale qualificato addetto ad attività di animazione e/o di terapia occupazionale. Non sono detraibili le spese sanitarie sostenute per danni arrecati da terzi (per esempio a seguito di un'incidente stradale) già risarcite dal danneggiante o da altri per suo conto (ad esempio assicurazione). Diverso è il discorso per i rimborsi di spese mediche per polizze sanitarie pagate dallo stesso contribuente: in questo caso i costi sostenuti possono comunque essere portati in detrazione. Riguardo la documentazione da produrre per detrazione di spese mediche, bisogna essere in possesso della documentazione che certifica la spesa (fattura, parcella, ricevuta quietanzata o scontrino). In particolare: per le spese sanitarie relative all'acquisto di medicinali gli scontrini fiscali contenenti la natura e quantità dei medicinali acquistati, il codice alfanumerico posto sulla confezione di ogni medicinale e il codice fiscale del destinatario dei medicinali; per le protesi, oltre alle relative fatture, ricevute o quietanze, anche la prescrizione del medico curante, salvo che si tratti di attività svolte, in base alla specifica disciplina, da esercenti arti ausiliarie della professione sanitaria abilitati a intrattenere rapporti diretti con il paziente. In questo caso, ove la fattura, ricevuta o quietanza non sia rilasciata direttamente dall'esercente l'arte ausiliaria, il medesimo attesterà sul documento di spesa di aver eseguito la prestazione. Anche in questa ipotesi, in alternativa alla prescrizione medica, il contribuente può rendere, a richiesta degli uffici, un'autocertificazione, la cui sottoscrizione può non essere autenticata se accompagnata da copia fotostatica del documento di identità del sottoscrittore. Le spese mediche che sono state sostenute all'estero sono soggette allo stesso regime di quelle italiane e anche per per queste deve essere conservata la documentazione quietanzata. Le spese per trasferimento e per il soggiorno all'estero, anche se per motivi di salute, non sono detraibili. Se la documentazione sanitaria è in lingua originale va corredata da una traduzione in italiano libera (se dall'inglese, francese, tedesco o spagnolo) o giurata (se da altre lingue). Giorgio Guandalini dottore commercialista