GIRO D'ITALIA»LA CRONOSQUADRE

di Maurizio Di Giangiacomo Ve lo avevamo detto che la cronosquadre è quasi una scienza esatta. E nemmeno il vento e la pioggia di Belfast sono riusciti a sovvertire il pronostico che voleva la Orica Greenedge favorita in questa prima tappa del Giro d'Italia. Avevamo anche evocato lo "scherzo da prete" alla Salvatore Puccio, il siciliano che l'anno scorso a Ischia aveva tagliato il traguardo per primo soffiando la maglia rosa al capitano della sua Sky, Sir Bradley Wiggins. Forse il paragone non calza a pieno, ma certo un po' dev'essere dispiaciuto a Ivan Santaromita, capitano della squadra australiana, dover lasciare strada all'esperto Svein Tuft. Ma il canadese – seconda maglia rosa del Paese delle foglie d'acero del Giro d'Italia due anni dopo l'exploit di Ryder Hesjedal nel 2012 – proprio ieri compiva la bella età di 37 anni. Metteteci il fatto che il varesino di Clivio è il peggior cronoman della Orica (tanto che ieri, nel velocissimo treno australiano, ha fatto a lungo il carro merci) ed ecco trasformato il presunto sgarbo in un graditissimo regalo di compleanno per il più navigato compagno di squadra. Vento permettendo, il nordamericano potrebbe mantenere il primato in classifica generale oggi e magari portarlo anche fino a Giovinazzo, perché – a dispetto della sua brevità – l'insidiosa cronosquadre di ieri, a tratti bagnata anche dalla pioggia, è stata l'occasione per scavare solchi importanti, anche fra gli uomini che lotteranno per la classifica generale. Solo la Omega Pharma Quick Step di Rigoberto Uran (a 5") e la Bmc di Cadel Evans (a 7") hanno insidato da vicino la leadership della Orica. Ben più pesante (55") il ritardo patito dalla Movistar del protagonista più atteso di questo Giro d'Italia, Nairo Quintana, che però è riuscito a infliggerne 38 a colui che da tutti è indicato come il suo principale avversario per il successo finale, vale a dire Joaquim Rodriguez: la Katusha ha chiuso a 1'33" dalla Orica Greenedge, lo sfrontato ed eterno piazzato Purito è il vero sconfitto della cronosquadre di ieri, mentre hanno sfruttato nel migliore dei modi il terreno forse più favorevole alle loro squadre tanto Uran che Evans, che rilanciano le loro quotazioni in chiave classifica generale. Si sono difese più che bene l'Astana di Michele Scarponi (settima) e la Cannondale (ottava), ma i 53" di ritardo patiti dagli uomini in verde sembrano troppi per sognare di conquistare la maglia rosa oggi, con un successo in volata di Elia Viviani, com'era probabilmente nei loro sogni. La cronosquadre di Belfast è stata una vera festa per il pubblico nord-irlandese, con migliaia di spettatori – secondo alcune stime addirittura 140 mila – lungo il tracciato. Ha potuto sorridere per il buon piazzamento della sua Tinkoff-Saxo (quarta a 23") il "padrone" di casa" Nicolas Roche. La prima tappa del Giro d'Italia è stata invece drammatica per un altro irlandese, il portacolori della Garmin Sharp Daniel Martin, caduto assieme a tre compagni quando mancavano diversi chilometri all'arrivo: la squadra di Hesjedal ha rischiato di non arrivare al traguardo con un numero sufficiente di effettivi, ci è riuscita in extremis e ha chiuso la sua prova con oltre 3 minuti di ritardo; peggio è andata a Martin, costretto al ritiro per la frattura di una clavicola. Oggi ancora Irlanda del Nord, con una tappa che sembrerebbe disegnata apposta per un arrivo in volata. Ma il gruppo dovrà fare i conti con il vento e con la pioggia, che oggi potrebbe cadere a catinelle. Ne vedremo delle belle. @mauridigiangiac ©RIPRODUZIONE RISERVATA