Cosentino: Dudù non mi vuole molto bene

Non si rassegnava a stare nell'ombra, ma tesseva trame con i suoi fedelissimi per riallacciare i rapporti con Silvio Berlusconi: o, in alternativa, per ampliare gli orizzonti di un proprio movimento politico. È questo il ritratto di Nicola Cosentino che esce dalle nuove carte depositate al Riesame dai pm di Napoli. La procura chiede infatti un nuovo arresto dell'ex sottosegretario nell'ambito dell'inchiesta "Il Principe e la scheda ballerina". I nuovi atti comprendono le recenti intercettazioni con alcuni parlamentari tra cui Daniela Santanchè e Denis Verdini. Alla Santanchè l'ex parlamentare del Pdl telefona per lamentarsi di non riuscire più a parlare con Berlusconi: «Non me lo passano! Non me lo passano!». Si chiede: «Perché fa così? Perché?», ma non si rassegna: «Una soluzione lui la deve immaginare, perché se no qua va tutto a picco. Non vorrei che la Bosnia che si verifica in Campania poi possa essere il preludio ad una Bosnia allargata ad altri territori. Se vanno a dire che Cosentino non c'ha manco più il voto della moglie, che è finito, la gente qua si ribella! Si ribella alle nuove scelte che ha fatto lui, non vuole starci più». In realtà, spiega Cosentino ad altri interlocutori, è Francesca Pascale a tenerlo lontano dall'ex premier: «Non mi pare che negli ultimi tempi (Berlusconi, ndr) mi voglia troppo bene. O almeno non tanto lui, ma l'entourage. Il problema è che io ho qua Dudù (il cagnolino della Pascale, ndr) che probabilmente non mi vuole molto bene».