Berlusconi ora teme di essere arrestato

di Maria Berlinguer wROMA Silvio Berlusconi teme di essere arrestato o di finire agli arresti domiciliari. Lo ha confessato durante una cena a palazzo Grazioli con alcuni coordinatori regionali di Forza Italia. Il partito, ora che si avvicina la fatidica data del 10 aprile fissata dai giudici per decidere come l'ex premier dovrà scontare la pena per il processo Mediaset, è sempre più in preda a faide e movimenti sussultori soprattutto al Sud, dove da Cosentino a Fitto gli uomini "acchiappavoti" non accettano passi indietro in favore del rinnovamento e sono persino pronti a sfidare il leader. Raffaele Fitto ex coordinatore pugliese ha infatti reso noto di essere pronto a dimettersi da parlamentare italiano per correre alle Europee, aggirando il no dello stesso Berlusconi a far correre per Bruxelles deputati e senatori. E ancora più dura è la posizione di Nicola Cosentino. L'ex coordinatore campano, da tempo ai ferri corti con Mara Carfagna e Stefano Caldoro, è sulla barricate perché convinto che le scelte nella sua Regione passino anche dall'apprezzamento di Francesca Pascale. Cosentino chiede conto a Berlusconi delle scelte fatte in Campania e manda un messaggio forte e chiaro al leader: senza me e senza i cosentiniani qui vi scordate di vincere le elezioni. Per questo, ancora prima di sapere come il partito scioglierà il rebus delle liste, oggi al centro della prima riunione del comitato di presidenza, i ribelli puntano a radicarsi sul territorio con formazioni come "Forza Campania". Un modello che potrebbe espandersi a macchia d'olio e non solo al Sud. Ieri per esempio consiglieri regionali, sindaci e amministratori forzisti della Liguria hanno chiesto a Berlusconi, Denis Verdini e Giovanni Toti di candidare alle Europee Claudio Scajola perché è il rappresentante più rappresentativo del partito che dovrà fare i conti con le prime elezioni senza Silvio Berlusconi, «È irresponsabile e irrealistico non pensare che ciò non avrà una diretta ripercussione nelle urne, giacchè Forza Italia è Silvio Berlusconi», scrivono. Strattonato da una parte e dall'altra, Berlusconi sembra ancora indeciso sul da farsi. L'ufficio di presidenza, inizialmente convocato per venerdì mattina è stato anticipato a oggi pomeriggio alle 16. Criteri di selezione dei candidati e liste saranno al centro del dibattitto. Ma il primo nodo da sciogliere riguarda se il nome di Silvio Berlusconi dovrà essere nel simbolo del partito. Legalmente non ci sarebbero ostacoli di nessun tipo. Ma c'è il rischio che diversi elettori possano essere tratti in inganno votando per Berlusconi sulla scheda elettorale che in questo caso verrebbe annullata. Tutte questioni che in questo momento appassionano molto poco il Cavaliere che sarebbe anche deluso da Matteo Renzi che ha sostenuto la posizione di Obama di escludere la Russia dal G8, una scelta «antistorica e controproducente» per Berlusconi. Ora però sono altri gli spettri dell'ex premier. Berlusconi è molto pessimista sul futuro. «Come sapete non posso candidarmi e la cosa davvero paradossale è che ora non posso neanche votare», dice. Il chiodo fisso è la sua condizione giudiziaria, il leader azzurro teme che i giudici che dovranno decidere su arresti domiciliari o affidamento ai servizi sociali possano optare per una terza scelta. ©RIPRODUZIONE RISERVATA