«Sequestrate il libro di Sitta, è mio»

di Stefano Luppi «Sequestrate quel libro di Sitta, l'idea delle memorie dell'ex assessore all'Urbanistica è mia». Sulla base di questa affermazione è partito un esposto in tribunale attraverso il quale la titolare della Edizioni Sadda di Modena chiede che le siano riconosciuti i propri diritti di primogenitura nell'opera dell'ex-assessore all'Urbanistica, Daniele Sitta, dal titolo "Un'altra strada" edito da ArteStampa di Carlo Bonacini, presentato con grande enfasi venerdì sera al Baluardo della Cittadella Mercoledì prossimo, se le parti non raggiungeranno prima un accordo extragiudiziale, il tribunale di Modena sarà chiamato a pronunciarsi tenendo presente che alla richiesta di Edizioni Sadda, l'editore Bonacini ha opposto resistenza. Finora di questo aspetto legato al libro - già diffuso nelle librerie e negli spazi libri delle coop della nostra provincia - non si sapeva nulla, ma ora si comprende il motivo dello spostamento della data di presentazione. Dal primo annuncio della presentazione fissato per il 22 febbraio si è passati appunto al 7 marzo: Sitta e l'editore avevano assicurato che non si voleva intervenire prima delle primarie del Pd del 2 marzo. Ma ora si capisce come sullo spostamento di data possa avere influito anche era anche la lite giudiziaria in corso. I due editori, insomma, erano nel pieno del litigio con al centro l'ex assessore e la situazione era perciò "caldissima". Ora invece circola negli studi degli avvocati una bozza di accordo che l'editrice Saddai ha firmato, ma Artestampa ancora no anche se Bonacini è abbastanza ottimista. Ma prima delle opinioni i fatti. Nel giugno del 2013 Francesca Pellegrini si rivolge a Sitta chiedendogli di realizzare un libro con le sue opinioni, l'ex amministratore accetta e si parte con il lavoro editoriale che dura sostanzialmente sei mesi con tanto di contratto tra Pellegrini e Sitta medesimo. Tra dicembre 2013 e gennaio avviene però la rottura perché all'autore non sarebbe piaciuta la forma editoriale che Pellegrini stava dando al libro dove si ricostruiva il personaggio Sitta e non era lui a parlare in prima persona. Nei corridoi della due case editrici spiegano che forse dietro la decisione della rottura ci fossero anche "pressioni" politiche di qualcuno che all'interno del Pd non vedeva di buon occhio il ritorno sulla scena di Sitta. La rottura del contratto tra Saddai e Sitta dunque non è consensuale, da qui il ricorso dell'editrice al giudice. Ma a gennaio Sitta si accorda con Artestampa per un nuovo libro, quello appunto presentato. «Abbiamo lavorato dalla fine di gennaio a fine febbraio - spiega Carlo Bonacini - come dei matti per realizzare la pubblicazione che per l'80% contiene materiali nuovi rispetto a prima. Ho anche cercato la collega Pellegrini intorno alla metà di febbraio ma lei non ha mai risposto alle sue chiamate. Ero anche disposto a riconoscerle la parte del suo lavoro svolto. Io infatti il libro lo volevo pubblicare, poi il 19 febbraio mi è arrivato il provvedimento d'urgenza del giudice per sospendere la pubblicazione. Ho preso tempo, ma poi ho deciso di stampare lo stesso. Lo scorso anno con il libro del collaboratore di Luciano Pavarotti, fermato dalla vedova, ho atteso, ma questa volta no. Trovo che il volume fa bene al dialogo politico della città e poi sono ottimista di natura e mi pare ci sia la voglia di raggiungere un accordo prima di mercoledì. Se l'autore non si trovato d'accordo con il precedente editore io che c'entro?». Spiega invece Francecsa Pellegrini: «Il 22 febbraio a Buk la presentazione dovevo farla con il mio libro che a livello di bozza abbiamo intitolato 'Amministrare bene, ci vuole coraggio, ci vuole un sogno": ci ho lavorato sei mesi, ma sono fiduciosa che l'accordo si raggiunga prima dell'udienza. Li avevo minacciati di pubblicare anche il mio volume e ora che è stato pubblicato quello di Artestampa leggerò che non ci siano parti che erano state concordate per il mio. Qui ci sono motivazioni, ovviamente, legate ai diritti d'autore. Io sono di sinistra da sempre e volevo scrivere di Sitta, come in precedenza ho scritto di Ingrid Caporioni. Con Sitta ho lavorato bene, è una persona intelligente, e io credo che parlare della buona politica sia importate per Modena».