Fi, crescono i malumori fra i big

di Nicola Corda wROMA La festa del ventennale è passata in tono dimesso. Per la nuova Forza Italia non c'è stata nessuna partenza bruciante nonostante Silvio Berlusconi sia tornato al centro della scena. Alle manifestazioni locali che hanno celebrato l'evento, ha mandato solo un messaggio rassicurando che la festa vera ci sarà il 27 marzo, anniversario della vittoria elettorale del '94. Il partito che c'era e il nuovo movimento che vuole il Cavaliere, però ancora non coincidono, ed è proprio questo ad alimentare i malumori nella pancia azzurra: vecchia guardia contro il nuovo corso, partito sul territorio e classe dirigente locale pronti alla sfida con la deriva centralista partita da Arcore che ha trovato il nuovo volto in Giovanni Toti. Sulla sua nomina a "consigliere politico", domenica alla kermesse di Bari Raffaele Fitto, leader dei lealisti che ha guidato e vinto la battaglia contro Alfano, ha messo in chiaro i paletti della sua fedeltà al capo. «Non c'è un erede, ci siamo noi al tuo fianco, la lealtà impone di esserti sempre vicini, di dirti quello che pensiamo, ma tu ascolta il nostro impegno per costruire il futuro del partito». Un "ascolto" che significa molta attenzione a non «mortificare e umiliare una classe dirigente con nomine esterne». Quel «Silvio senza erede», significa guerra dichiarata all'ex direttore di Studio Aperto, scelto per contrastare Matteo Renzi. Avvertimenti lanciati mentre crescono le voci che già indicherebbero Toti capolista in diverse circoscrizioni alle prossime elezioni europee. Nella testa di Berlusconi, il suo esordio in politica sarebbe già stato studiato nei dettagli: oggi stesso dovrebbe cominciare la campagna di accreditamento e viene segnalato un suo rientro a Roma insieme al giornalista, volto nuovo di Forza Italia, con in programma una serie di uscite pubbliche. Cambio morbido ma nessuna rinuncia al progetto di rinnovamento che gli sta procurando le lamentele della vecchia guardia e le divisioni createsi dopo le nomine dei coordinatori regionali. Come nel caso di Napoli, dove è nata una vera e propria fronda maggioritaria con il nome di "Forza Campania" e che ha tra i suoi leader il senatore D'Anna. Domenica ha salutato il ritorno in pubblico di Nicola Cosentino, l'ex sottosegretario, imputato in due procedimenti giudiziari che gode ancora di un vasto consenso e sarebbe pronto a giocarsi la carta di un'elezione al parlamento europeo. A sfidare i ribelli c'è il coordinatore Domenico De Siano che non ha intenzione di lasciare. Segnali di malessere che potrebbero manifestarsi pure nei voti in Aula sulla legge elettorale. Berlusconi sa che anche dentro Forza Italia in molti sono pronti a giocarsi l'arma delle preferenze per salvarsi dalla rottamazione delle liste bloccate. ©RIPRODUZIONE RISERVATA