«I bus poco convenienti senza corsie preferenziali»

In tema di trasporto pubblico e auto il confronto con altre città penalizza Modena. Una recente ricerca di Legambiente ("Ecosistema urbano", uscito sul sole 24Ore di lunedì 28 ottobre) assegna a Modena 62 auto ogni 100 abitanti, un tasso di motorizzazione doppio di quello presente in metropoli come Parigi e Londra. I volontari di "Ingegneria senza frontiere" hanno però approfondito altri dati su questo comparto della mobilità. Modena guadagna, in questo senso, uno scarso trentesimo posto con meno di 30 vetture per km/abitante e un servizio pubblico troppo costoso, vista la sua scarsa efficienza. Rimanendo a guardare nella nostra regione, Parma si attesta al dodicesimo posto con oltre 45 vetture km/abitante. A Modena i passeggeri trasportati annualmente per abitante sono solo 69: trentottesimo posto tra i 104 capoluoghi di provincia italiani, con valori massimi più di 8 volte superiori al nostro (eravamo quarantesimi nel 2011). Invece la percorrenza annua per abitante coi mezzi pubblici è di soli 26 km e siamo in questo caso al 49esimo posto. (40° nel 2011). Dallo scorso giugno la rete urbana di trasporto pubblico ha subito delle modifiche volte all'aumento delle frequenze e ad un incremento significativo della copertura del territorio. «Su questo punto - spiegano Baracchi e Paglione - appare secondo noi criticabile l'approccio alla pianificazione col criterio della copertura territoriale e non con il criterio dell'accessibilità e della risposta all'effettiva domanda di spostamento. Rimangono comunque positivi, in questo senso, i segnali dell'intenzione di migliorare il servizio. Parlando di ulteriori proposte concrete di miglioramento del Tpl si potrebbe anche, ad esempio, facilmente pianificare un maggiore ricorso a corsie preferenziali per i mezzi pubblici, per ottenere una diminuzione della subordinatezza e dipendenza dal traffico privato, che ne risulterebbe anche disincentivato». Veniamo al tema dei parcheggi. È indiscusso che Modena si confermi terra di motori e dell'auto privata - con il 75% degli spostamenti giornalieri - tuttavia nelle ore di punta, con i grandi spostamenti dai comuni limitrofi verso l'area urbana per motivi di lavoro, resta il problema di dove posteggiare. «Fino al 2010 - continuano gli aderenti a Isf-Modena - eravamo al 45° posto in termini di numero di parcheggi a pagamento, quindi c'era una evidente maggior facilità nel muoversi autonomamente. Oggi il nuovo piano sosta, partito nell'estate 2012, ha sicuramente fatto guadagnare posizioni che da un certo punto di vista molti considerano spiacevoli perché si paga. Osservando però Bologna si vede come la città si attesti al secondo posto con quasi 8 volte il numero di parcheggi a pagamento rispetto a quelli a Modena. Tuttavia nella maggior parte dei park scambiatori essa fornisce un servizio di trasporto pubblico che garantisce rapido accesso al centro storico e vantaggi economici per chi lascia l'auto». A Bologna, ad esempio, sono collocati in punti di interscambio nodali del trasporto pubblico, mentre a Modena lo sono solo quelli del Polo Leonardo e di Via Gottardi, peraltro sempre colmi delle utenze di scuole e università. A Reggio, per fare un ulteriore esempio, chi parcheggia può usufruire gratuitamente del servizio di navetta verso il centro storico, sotto la Ghirlandina invece manovre della stessa portata sono state attivate solo in orario serale, in occasioni di serate particolari o presso il Novi Park. «Secondo noi - concludono - il Novi Park, essendo a ridosso del centro storico, non risponde alle esigenze di portare il traffico automobilistico fuori dal centro storico medesimo». (s.l.)