Precari, la via stretta per l'assunzione

di Annalisa D'Aprile wROMA Con il decreto legge che stabilizza i lavoratori della Pubblica amministrazione il governo eviterà che «si ripetano modalità-scorciatoie per le assunzioni senza concorso, in passato, troppo usate» e farà in modo che «vengano tipizzate e ridotte le forme di lavoro flessibile». Parola di Enrico Letta che insieme alla sua squadra ha varato le nuove norme per la razionalizzazione delle P.a. Vediamo quali sono le principali novità introdotte dal dl "salva-precari". Il 50 per cento dei concorsi riservati. Fino al 2015, tutti gli enti e ministeri in gradi di bandire concorsi, riserveranno metà dei posti ai precari. Nella selezione rientra chi ha avuto un contratto a tempo determinato per tre anni negli ultimi cinque. Non più di 50-60mila, dunque un terzo del totale (medici esclusi) secondo i calcoli dei sindacati che vedremo poi cosa pensano del dl. Fino al completamento delle procedure concorsuali (non oltre il 2015) sarà possibile prorogare i contratti. I vincitori dei concorsi. È prevista anche una norma che, come ha spiegato il ministro della P.a., Gianpiero D'Alia, "obbliga ad assumere tutti i vincitori di concorso". E «in parte questo riguarderà anche gli idonei, ma solo per le graduatorie più recenti». Graduatorie, quelle attuali, che sono state prorogate fino a fine 2015. Posti in arrivo nella Sanità. Tra medici, personale infermieristico, tecnici e altri 11 profili professionali, sarà possibile stabilizzare circa 35mila persone del settore sanitario attraverso «concorsi pubblici riservati», come ha specificato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Ricercatori. Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza ha illustrato una norma che «garantisce autonomia agli enti di ricerca», semplificando «l'immissione in ruolo dei ricercatori». Si tratta però solo degli enti afferenti al dicastero di viale Trastevere. Il provvedimento quindi non include gli altri ricercatori precari, ad esempio di Istat, Cnr, Iss, Ingv. Gli esuberi. Sul fronte della gestione degli esuberi (7-8mila quelli ad oggi rilevati nelle amministrazioni centrali), viene prorogata la possibilità di andare in pensione con le regole antecedenti la riforma Fornero, portando da fine 2014 a fine 2015 il limite per il raggiungimento dei requisiti. Stretta flessibilità. Il decreto infine, limita ricorso al lavoro flessibile circoscrivendolo, come ha sottolineato D'Alia, a «esigenze di carattere esclusivamente temporaneo o eccezionale». Dov'è finito il pacchetto scuola. Stralciato dal decreto D'Alia sulla P.a. e slittato al 9 settembre, il pacchetto scuola prevederebbe la stabilizzazione dei docenti precari e l'incremento degli insegnanti di sostegno, che attualmente sono 63mila e cui Carrozza pensava di aggiungerne altri 27mila. I provvedimenti sulla scuola dovrebbero anche riportare in biblioteca circa 3mila docenti retrocessi, per problemi di salute, alle funzioni di assistenti di laboratorio e amministrativo, e sbloccare così l'assunzione di 3.200 unità di personale non docente. Reazioni. Dalle organizzazioni sindacali ad esponenti del Pd, sono diverse le voci che sollevano dubbi sui provvedimenti previsti dal decreto salva-precari (precari che sarebbero 120mila secondo D'Alia e 150mila per i sindacati). Il dl «nel merito va cambiato - ha spiegato il segretario confederale Nicola Nicolosi - perché sia garantita una proroga di contratto a tutti i precari in scadenza a dicembre ed evitata la guerra tra poveri». Per il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, «la norma vale solo per chi bandisce un concorso e solo per il 50 per cento dei precari. Se è così, non è una soluzione per 150mila persone. Però vogliamo essere certi che sia sostenuta da numeri e risorse e su questo ci confronteremo con ministro e Parlamento». Il problema, insistono anche le altre sigle sindacali, Cisl e Uil, è che con le norme approvate si prevede una riserva del 50 per cento nei concorsi, fino al 2015, per coloro che hanno avuto un contratto a tempo determinato per tre anni negli ultimi cinque. Ma appunto solo per i contratti a termine, che sono quasi 90mila e che, secondo gli stessi sindacati, non si riusciranno a stabilizzare in toto neppure entro il 2015. A chiedere una soluzione per tutti è anche la senatrice del Pd, Pamela Orru: «Il provvedimento da attuare dovrà essere risolutivo per i migliaia di lavoratori che da oltre 20 anni sono precari presso la P.a. e che hanno maturato una insostituibile esperienza lavorativa». Poi la senatrice solleva un'altra questione: «Il non tenere conto, nel decreto, del vincolo dettato dal patto di stabilità negli enti locali taglia fuori di fatto le pubbliche amministrazioni che non rispondono a questo requisito e nella fattispecie penalizza quasi totalmente i lavoratori precari della regione Sicilia». E infatti D'Alia e il presidente della Regione Rosario Crocetta hanno istituito un tavolo tecnico per affrontare la questione dei precari siciliani. ©RIPRODUZIONE RISERVATA