"Il Ratto d'Europa": ovvero il valore della vera cultura

Ci voleva. Ci voleva proprio. Dopo l'indigesta invasione delle zone di sosta a pagamento che si allargano ostili come una macchia di petrolio e invadono le membra sfibrate della città; dopo le ronde dei vigilantes del traffico, cattivi e gialli come gli omini di "Cattivissimo me"; dopo le polemiche dei commercianti del centro schiacciati tra la crisi e le utopie urbanistiche di chi immagina piazza Roma come la città ideale dei Papi del 400, ci voleva un segnale forte di quanto una politica culturale robusta e mirata possa rendere un servizio eccellente alla cittadinanza e segnarne l'identità. Quindi "Il ratto d'Europa", progetto nato in stretta connessione con il territorio, teatro che respira insieme ai luoghi dove è stato concepito, cade, come si dice, a "fagiuolo". Cosa c'è infatti di più stimolante di uno spettacolo che si forgia sulle suggestioni dettate da una comunità coinvolta direttamente nella creazione del testo? Di una comunità che attraverso il contributo della scuola, dell'università e delle associazioni offre gli strumenti per creare insoliti punti di vista sul concetto di Europa, e nuovi spunti per la messa in scena? Lo spettacolo in effetti è vibrante e la performance dei giovani attori, molto impegnativa dal punto di vista fisico e vocale, notevole. Una maratona di quattro ore che scorrono via grazie alle trovare sceniche, alla vivacità del testo e della recitazione, allo spazio scenico che si estende a tutti i settori del teatro e coinvolge direttamente gli spettatori. Nove individualità che attraverso prove, giochi e percorsi devono trasformarsi in una squadra, metafora di un'unità forse utopica, dove le differenze anziché dividere rappresentano un arricchimento. E a posare un piccolo ma sostanzioso mattone su un'Europa che deve consolidare le sue fondamenta fragili sulla memoria storica spesso dimenticata o osservata con lenti distorte, collaborano anche i ricordi degli anziani modenesi testimoni dell'orrore della guerra. Uno spettacolo del genere è più che mai rilevante oggi dove l'importanza delle politiche culturali è messa in discussione, dove il finanziamento per la cultura è considerato da molti uno spreco. Invece il "Ratto" è una lampante dimostrazione che il fruire degli spazi teatrali, molteplici e poliedrici offerti dalla nostra città è un privilegio a cui cittadini non possono e non vogliono rinunciare.