Tracce d'Oltralpe dentro l'Estense

di Chiara Bazzani wMODENA La Biblioteca Estense può essere considerata, a buon diritto, la memoria storica della città. È stata chiamata a dare un contributo nella riflessione sull'Europa, promossa dall'iniziativa culturale "Il Ratto d'Europa" voluta da Ert Fondazione, proprio a partire dagli intrecci e dai continui rapporti tra la città e il resto del continente, che emergono dai sui archivi. Assieme all'Archivio di Stato e all'Archivio Storico del Comune, la Biblioteca Estense ha organizzato, a tal proposito, due conferenze. Una è già avvenuta, il 20 marzo scorso, l'altra è prevista per il 10 aprile. Si terrà presso l'Accademia Nazionale, ed è inserita in un più ampio ciclo di incotri al titolo "Tesori di Carta" organizzata dall'Archivio di Stato. «La Biblioteca Estense, essendo una biblioteca dinastica, una delle poche presenti in Italia, ha una storia strettamente collegata con la storia degli Este, sia nel periodo modenese, sia in quello ferrarese - spiega il dottor Luca Bellingeri, direttore dell'istituto. - Nelle sue collezioni private si trova traccia del rapporto costante con l'Europa, relativo sia all'attività politico istituzionale, ma anche intellettuale, sia di quella che fu, nei secoli, la passione del collezionismo e di raccolta che ha contraddistinto alcuni duchi. Ad esempio una parte di quei codici miniati fatti realizzare per il re d'Ungheria Mattia Corvino, e acquistati dal duca Estense, Alfonso II, nella seconda metà del '500, a scopo principalmente di collezionismo. Ricordiamo poi che per cinquant'anni fu direttore della Biblioteca Estense Ludovico Antonio Muratori, e lui aveva rapporti epistolari con moltissimi intellettuali dell'epoca, ad esempio troviamo lettere di Muratori con Leibniz, e con tutte le principali personalità dell'epoca». Dott. Bellingeri, la corte degli Estensi non fu molto grande, però fu una corte molto dinamica, giusto? «Sì, i rapporti tra la corte e l'Europa sono continui e costanti. Almeno nel periodo di Francesco I, in pieno seicento, fu una corte molto attiva. Aveva i propri rappresentanti presso il re di Spagna, di Francia, a Roma presso il Papa. Poi per motivi dinastici avrà comunque sempre una serie di agganci sul palcoscenico europeo. Ricordo, ad esempio, il matrimonio tra Maria Beatrice di Savoia e Ferdinando I d'Austria». L'incontro de 10 aprile su cosa verterà? «Si tratta di una conferenza che sarà tenuta dalla dottoressa Milena Ricci; verterà sul ritrovamento di alcune lettere ancora sconosciute, di Maria Beatrice d'Este, che diventò regina d'Inghilterra (Mary of Modena). Furono ritrovate all'interno di un fondo acquistato dalla biblioteca nel 1976. Maria Beatrice d'Este lasciò Modena per l'Inghilterra e non vi fece più ritorno, però continuò a mantenere un vivo rapporto epistolare con la città».