Bundesbank: «Riforme Italia non bastano»

BERLINO La crisi non è finita, nonostante la calma dei mercati. E «i dubbi sulle riforme», che emergono nell'incertezza dello scenario politico italiano, «non aiutano a calmare i mercati». A Francoforte, il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, ha sollecitato i Paesi dell'eurozona colpiti dalla crisi del debito a non allentare la tensione riformatrice e gli sforzi per il consolidamento. E a una domanda sulla situazione italiana, durante la conferenza stampa di presentazione del bollettino annuale della Bundesbank del 2012, il giovane banchiere centrale, che ha contestato a lungo e pubblicamente Mario Draghi per il ruolo della Bce giocato nell'emergenza che ha travolto i paesi della valuta comune, non ha negato il suo punto di vista. «Proprio le elezioni italiane e la situazione politica attuale dimostrano che solo la politica può superare la crisi», ha detto. Un monito implicito alla classe dirigente italiana, perchè assuma la responsabilità di formare un governo stabile, ma anche un messaggio coerente con la dottrina Weidmann, secondo al quale la Bce dovrebbe dedicarsi esclusivamente alla stabilità e dei prezzi. La situazione del Belpaese è anche al centro di un editoriale del Financial times, che ha invitato i politici italiani a essere più attenti al giudizio internazionale su debito italiano«. Mentre la Frankfurter Allgemeine Zeitung ha pubblicato i dati di uno studio di Credit Suisse, secondo il quale gli italiani sono più ricchi dei tedeschi: nella graduatoria del patrimonio privato pro capite dell'eurozona, l'Italia è al quarto posto (dopo Lussemburgo, Francia e Belgio) con 165 mila euro per ogni adulto, mentre Austria e Germania seguono, con medie rispettivamente di 139 e 135 mila. Secondo il giornale, inoltre, la Bce indugerebbe nella pubblicazione dei suoi dati sulla ricchezza patrimoniale dei paesi dell'eurozona, per non influenzare negativamente le decisioni sul salvataggio di Cipro, collocata al decimo posto dell'elenco di Credit Suisse, con una ricchezza media pro-capite maggiore di Spagna e Grecia. Proprio dalla Germania, però, il presidente dell'istituto economico di ricerca Diw, Marcel Fratzscher, ha sollecitato ieri ad accelerare il salvataggio dell'isola, per non incorrere in un inasprimento della crisi.