Alla Tenda tra letteratura musica e una mostra di foto

MODENA Prosegue la tre giorni alla Tenda tra Zeus, Turchia e Somalia. Dopo il film di ieri sera che parlava della Turchia, alle 21 di questa sera ci si dedica alle letture. La Tenda vede Wu Ming 2 e Antar Mohamed, autori di "Timira, romanzo meticcio", leggere e dialogano con Elisa Vignali. L'iniziativa è a cura di L'Asino che vola, Moxa e Il Ratto d'Europa. "Timira" mescola memoria, documenti di archivio e invenzione narrativa. Scritto da un cantastorie italiano dal nome cinese, insieme a un'attrice italosomala ottantacinquenne e a un esule somalo con quattro lauree e due cittadinanze per interrogare un'epoca che ci vide naufraghi. Isabella è nata nel 1925, in Somalia, dall'unione della somala Ascherò Assan e dell'italiano Giuseppe Marincola che riconoscerà e porterà in Italia entrambi i figli per farli crescere con la moglie e l'altra figlia. La storia di Giorgio, fratello di Isabella, eroe partigiano morto in giovanissima età, era già stata raccontata dagli storici Carlo Costa e Lorenzo Teodonio in "Razza partigiana" che Wu Ming 2 ha portato alla Tenda con un reading. La storia di Isabella nasce dalle registrazioni che lei ha fatto della sua vita per suo figlio, Antar Mohamed e per Wu Ming 2, documentazione storica e dalle pagine del diario scritto nel 1991. Domani, alle 21, la serata di musica dal vivo si apre con gli "Zeus", al secolo Luca Cavina, basso nei Calibro 35, e Paolo Mongardi, batteria per Jennifer Gentle, Fuzz Orchestra, session per Il Genio. Nato come divertissement, gli Zeus, di cui esce in questi giorni il secondo lavoro in studio "Opera", hanno acquistato sempre più credibilità grazie a una resa live unica. A chiudere la serata, saranno due band composte entrambi da un duo: le bolognesi She Said Destroy, un powerduo basso e batteria in pura tradizione garage, e i finalesi Mood. Infine, per tutto il mese, lo spazio espositivo della Tenda ospita la mostra fotografica curata da Laura Cusano "Notte molto nera. Sabra e Chatila, una memoria scomoda" con venti immagini in grande formato che evidenziano lo stretto legame che intercorre tra memoria e fotografia. "Notte molto nera" offre uno spunto di riflessione su una delle pagine più drammatiche del conflitto mediorientale, a trent'anni dai fatti di Sabra e Chatila. (nic.cal.)