Napolitano: «Monti non è candidabile»

di Maria Berlinguer wROMA Mario Monti «è senatore a vita: non si può candidare al Parlamento perché è già parlamentare, e questo è un particolare non di poco conto anche se qualche volta si dimentica, ma dopo le elezioni può essere coinvolto» dai partiti. Giorgio Napolitano da Parigi mette fine ai tentativi di coinvolgere il Professore come sponsor di liste politiche ma non archivia affatto l'esperienza di Monti al governo. Anzi. Tanto che Carlo Giovanardi (Pdl) accusa il Capo dello Stato di «aver già dato a Monti l'incarico di formare il nuovo governo». Costringendo il Quirinale a una precisazione. «Il presidente non sponsorizza alcuna soluzione di governo per il dopo elezioni, ha solo richiamato in modo inconfutabile i termini obiettivi in cui il problema della formazione del nuovo governo si porrà una volta concluso il confronto elettorale nel rapporto tra le forze politiche e il nuovo capo dello Stato», recita la nota diffusa dal Colle. Rispondendo a una domanda sul futuro di Monti, Napolitano, che esattamente un anno fa lo ha nominato senatore a vita, ammette che per il premier «in campagna elettorale sarebbe preferibile preservare una condizione di terzietà». Il discorso cambia dopo il voto. Monti «ha un suo studio a palazzo Giustiniani dove potrà ricevere chiunque volesse chiedergli un parere, un contributo, un impegno». «E' verissimo che ci sono forze politiche o movimenti, non so come chiamarli perché oggi la situazione è fluida, che pensano che Monti potrebbe continuare a fare il presidente del Consiglio in un governo politico, non più tecnico: è un diritto e una facoltà che ha ogni partito», spiega Napolitano. Il presidente ovviamente rinvia al suo successore la pratica. «Dopo le elezioni il mio successore terrà le consultazioni e in quella sede ogni partito potrà esporre le sue preferenze e le sue proposte sulla personalità a cui conferire l'incarico». «Bisognerà vedere che specie di governo si farà - aggiunge Napolitano - quali saranno i risultati del voto, altrimenti facciamo tutte ipotesi campate per aria». Quanto all'eventualità di una lista Monti il presidente dice di non capire che «senso avrebbe» né il peso che potrebbe avere in Parlamento. In ogni caso dovrà partecipare alle consultazioni del nuovo inquilino del Quirinale. «Avrà già un nome da proporre?Benissimo, vedremo quali nomi proporranno gli altri partiti e il presidente della Repubblica deciderà». Pier Luigi Bersani, da sempre contrario all'ipotesi di un bis del Professore a palazzo Chigi, commenta: «Il centesimo che ho risparmiato non puntando sul Monti bis lo punto invece sull'ipotesi che vada al Quirinale». Poi aggiunge che Monti sarà utile in futuro. E' Dario Franceshini a sferrare l'attacco. Le parole di Napolitano arrivano alla Camera mentre si sta votando la legge di stabilità. «Il limite di questo anno è quella rappresentazione di tecnici bravi da una parte e politici dall'altra, la sovranità appartiene al popolo, non alle cancellerie lontane né agli editorialisti nostrani», scandisce il capogruppo Pd, consumando uno strappo senza precedenti e guadagnandosi lo scrosciante applauso bipartisan e liberatorio dei deputati. ©RIPRODUZIONE RISERVATA