Oltre 400mila dollari dalle aziende italiane

ROMA Anche le aziende italiane hanno giocato la loro partita fra Obama e Romney. E c'è chi ha vinto e chi ha perso. Lo certificano i dati sui finanziamenti provenienti dalle aziende Usa partecipate da società italiane. Dal nostro Paese sono arrivati 406.800 dollari e si sono distribuiti fra i due candidati. Spesso dalla stessa società arrivano soldi sia all'uno che all'altro candidato (formalmente sono il frutto di collette fra i dipendenti e i manager che la società gira alle organizzazioni elettorali). Così dei circa 13 milioni arrivati in tutto da divisioni americane di società estere, 7 milioni e mezzo sono andati al candidato repubblicano 5 milioni e 322mila quello democratico. Scorrendo gli elenchi pubblicati dal sito Opensecrets.org si scopre che DRS Technologies, partecipata da Finmeccanica, ha versato 206.800 dollari alla campagna di Romney e 141.500 a quella di Obama. Buzzi Unicem Usa ha versato 4.500 dollari ai repubblicani, la Fiat (attraverso la Case New Holland) 30mila euro a Romney e solo 5mila a Obama. E nonostante Marchionne sia stato testimonial nella campagna del presidente americano, dei circa 100mila euro arrivati dall'universo Chrysler più della metà sono andati a Romney. La Gtech Corp, società della De Agostini, ha versato invece 11.500 euro solo alla campagna di Obama. Mentre Marinette Marine (Fincantieri), evidentemente interessata al mercato delle commesse militari, ha versato 19.500 euro solo a Romney. Al di là dell'Italia, colpisce che fra i maggiori finanziamenti giunti dall'estero la parte del leone la facciano le società farmaceutiche, come la svizzera Novartis, che ha versato 169mila dollari ai repubblicani e 121mila ai democratici. O l'inglese AstraZeneca Pharmaceutical che ha versato oltre 306mila dollari a Romney e 256mila a Obama. E interessante è anche l'elenco fra i "top contributors", i principali finanziatori, delle due campagne. Per Obama si mobilitano infatti le univeristà (quella della California, con oltre un milione di dollari, e Harvard) e le grandi società di informatica (Microsoft e Google). Per Romney tutte le grandi banche d'affari: Goldman Sachs, Bank of America, Morgan Stanley, JPMorgan Chase, e Credit Suisse Group. (a.p.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA