20 luglio 2012 —
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sezione: Nazionale
PALERMO «Nonostante i vari distinguo e i non ricordo, i nostri colleghi sono fermamente determinati a scoprire quel che è stato tramato in quei terribili mesi del 1992. Abbiamo conosciuto gli autori materiali della strage ora vogliamo sapere i mandanti». Ha gli occhi lucidi per la commozione il presidente del tribunale di Palermo Leonardo Guarnotta quando arriva in via D’Amelio per ricordare Paolo Borsellino e gli agenti della scorta a vent’anni dalla strage. La strada è gremita da una folla di giovani, donne, uomini, vecchi, bambini che vogliono verità e gridano «fuori lo Stato dalla mafia». Tanti indossano la maglietta delle Agende Rosse, con la scritta «niente corone di Stato per le stragi di Stato». Tutti sono venuti per ascoltare il dibattito tra i magistrati. Guarnotta riprende la parola. Legge una lettera immaginaria all’amico Paolo: «Se oggi indagassi su quei fatti mi porrei tre domande. Quelle stragi sono state ideate solo da Cosa nostra? Se non è così, chi ha agito insieme a Cosa nostra? E se dal fallito attentato all’Olimpico (1994 ndr) non ci sono state più stragi, chi ha realizzato la cosiddetta pax mafiosa?», si è chiesto Guarnotta interrotto da un lungo applauso. Poi è stata la volta del pm Antonio Ingroia, il pm che indaga sulla trattativa Stato-mafia. Lo ha accolto un’ovazione: «E’ grazie a voi - ha detto con la voce spezzata - se oggi la verità è un po’ più vicina». «Noi non siamo qui per un giudice morto, siamo qui per dei giudici vivi. E’ per loro che siamo qui», ha detto Paolo Borsellino, fratello del magistrato assassinato, salutando i cittadini riuniti in via D’Amelio e definendo «improvvido» il conflitto sollevato dal Quirinale. Tra la folla il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il primo cittadino di Napoli, Luigi De Magistris. Alle 16.58, un minuto di silenzio ha ricordato la strage. Tra i parlamentari presenti, a titolo personale, Gianfranco Fini e Antonio Di Pietro, entrambi accolti dal silenzio delle agende rosse che in segno di protesta hanno fisicamente voltato le spalle ai politici in cerca di vetrine.