Pari: «Addio Modena, senza rancori»

di Giovanni Balugani Dopo 3 anni il Modena cambia il direttore sportivo. Nella sede di viale Monte Kosica non ci sarà più Fausto Pari a dirigere le operazioni di mercato e il diretto interessato non è sorpreso della scelta della società: «Era nell'aria, i cicli hanno sempre una fine e la mia esperienza a Modena si conclude qua». Un divorzio senza polemiche? «Nessuna polemica. Ho sempre avuto un rapporto ottimo con tutte le componenti dell'ambiente gialloblù, dalla società ai calciatori. Anzi il filo diretto con i vertici societari era diretto e continuo, abbiamo sempre lavorato in totale armonia ed io dal punto di vista delle scelte tecniche ho avuto la massima libertà. Ad esempio nell'acquisto di Cellini all'ultimo giorno di mercato di gennaio: Cuttone avrebbe preferito un terzino sinistro, penso di aver fatto la scelta giusta comprando l'attaccante». Come si lascia con Casari e Rinaldi? «Con il presidente di Cpl avevo un rapporto meno stretto perché lui è sempre molto impegnato nella gestione della cooperativa di Concordia, mentre con Rinaldi ho sempre avuto un rapporto ottimo». Come giudica il suo lavoro in questi tre anni a Modena? «Non spetta a me dare un giudizio, ma ritengo che in questi mesi siano transitati da Modena giocatori, soprattutto giovani, di alto livello: da Mazzarani, Pasquato, Signori, fino a Di Gennaro. Tutti ragazzi che hanno dimostrato il loro valore e che si sono messi in mostra a Modena». C'è qualche rimpianto? «L'unico forse è legato al mercato estivo di quest'ultima stagione. Un'annata che tutti avremmo voluto fosse differente, anche se da gennaio abbiamo cambiato marcia». Il futuro del Modena? «Non lo so, ma mi auguro fortemente che chi arrivi in società faccia il bene della squadra. Modena è una piazza importante e i tifosi canarini, seppur molto esigenti, sono calorosi e attaccati alla propria squadra». E quello di Pari? «Starò alla finestra, in attesa di un'opportunità. Il calcioscommesse e la crisi hanno rallentato molto le operazioni delle squadre». Qual è il giocatore migliore che ha portato in gialloblù? «E' difficile scegliere, però penso che il più talentuoso sia stato Davide Di Gennaro. Credo sia pronto a misurarsi in serie A, in una squadra di metà classifica. Se viene supportato dalla giusta continuità può stare tra i grandi».