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Generali, via Perissinotto in arrivo Mario Greco

di Gigi Furini wMILANO Le Assicurazioni Generali mettono alla porta il proprio amministratore delegato, Giovanni Perissinotto. Il cda straordinario si è tenuto ieri mattina a Milano. In Piazza Cordusio, dove la compagnia triestina ha il suo quartier generale, ci sono solo i cronisti dei giornali specializzati. Si entra alla spicciolata. Soltanto «il signor Tod's» Diego Della Valle spende due parole: «Andiamo a sentire chi ha messo insieme questo pasticcio». Il destino di Perissinotto, però, è segnato perchè la convocazione del cda è stata sottoscritta da dieci consiglieri su un totale di 17. E infatti dieci sono stati i voti favorevoli alla sua sostituzione, solo cinque i contrari, mentre uno si è astenuto (l'altro amministratore delegato Sergio Balbinot) e uno era assente. Al posto di Perissinotto arriva Mario Greco, 53 anni, napoletano di origine con un curriculum internazionale. Greco è ricordato soprattutto per gli anni trascorsi alla Ras e per aver fatto guadagnare al titolo ben il 110% tra il 2000 e il 2005. La comunità finanziaria ora si interroga sulle prossime mosse di Mediobanca, da sempre azionista di riferimento del leone di Trieste. E Perissinotto paga l'aver scelto una strada più indipendente rispetto agli indirizzi di Piazzetta Cuccia. E paga soprattutto i legami con il finanziere veneto Roberto Meneguzzo, che insieme a Matteo Arpe (ex Capitalia) vuole contendere la Fonsai a Unipol. Invece Mediobanca ha deciso che la dissestata compagnia di Ligresti deve sposarsi la compagnia assicurativa delle Coop rosse. Dunque Perissinotto era diventato un intralcio. La banca che fu di Enrico Cuccia ha un credito enorme verso i Ligresti (oltre un miliardo di euro) e pensa che solo unendo Fondiaria, Sai e Unipol in un grande gruppo, quel credito potrà essere incassato. Invece l'ex manager del Leone aveva scritto di essere contrario al «matrimonio» Fonsai-Unipol, sollevando dubbi sulla salute finanziaria del gruppo delle Coop. Non solo, Perissinotto paga il pessimo andamento del titolo Generali in Piazza Affari. Le azioni del Leone hanno perso il 22% nell'ultimo trimestre, il 31% in sei mesi e il 45% nell'ultimo anno. E questo ha fatto perdere molti soldi ai soci stabili, Mediobanca in testa. A lamentarsi per lo scivolone borsistico era stato Leonardo Del Vecchio, patron della Luxottica, che aveva investito un miliardo di euro per avere il 3%. Del Vecchio aveva sostenuto che «l'attuale ceo non è adeguato a gestire le Generali». Con lui Lorenzo Pelliccioli del gruppo de Agostini (che ha un altro 2,4% del Leone), Gaetano Caltagirone (che ha il 2,26%) e Fabrizio Palenzona, plenipotenziario della Fondazione Cassa Risparmio di Torino. Davanti a un simile schieramento era difficile spuntarla, ma Perissinotto non ha voluto dimettersi e ieri mattina si è andati alla conta. Solo 5 i voti a favore. Fra questi Diego Della Valle che, uscendo da Cda, ha annunciato le sue prossime dimissioni dal consiglio. «Questo polverone - ha detto - mina la credibilità dell'Italia». ©RIPRODUZIONE RISERVATA