L'Aeronautica abbandona Modena

Il 14° Stormo dell'Aeronautica Militare lascia Modena per sempre. Il deposito utilizzato per i pezzi di ricambio per i velivoli della flotta tricolore chiude i battenti dopo cinquantacinque anni di onorato servizio per l'arma aerea. Al tempo stesso si libera un'area enorme in pieno centro città che da tempo muove gli appetiti dei pezzi grossi dell'edilizia che non vedono l'ora di avere un'area equivalente a dodici campi di calcio, tra Policlinico-via Emilia e via Divisione Acqui. Lo smantellamento ufficiale è operativo e la comunicazione ufficiale è stata formalizzata da una delegazione di alti ufficiali che l'altro giorno hanno tenuto un incontro con le organizzazioni sindacali per discutere del destino dei sei impiegati civili e dei 55 militari in forza alla base modenese. La riduzione delle spese militari per il personale e i mezzi nelle tre Forze Armate rende non più rinviabile una decisione che era stata presa già l'anno scorso e che aveva passato il vaglio delle massime autorità militari. Il via libera del ministero è arrivato subito dopo e ora l'azzeramento del deposito, dove sono custoditi i pezzi di ricambio per i mezzi dell'Aeronautica, è in fase avanzata. Restano da risolvere i dettagli e soprattutto gestire la risistemazione degli uomini con le stellette che saranno trasferiti presso altre basi. Per molti di loro, con la famiglia ambientata a Modena da tempo, non sarà facile. Basi vicine non ne esistono e le destinazioni possibili per un pendolarismo quotidiano non ne esistono. Tutto può essere possibile, ma Rimini, il Veneto o Brescia potrebbero essere le nuove destinazioni oltre a Roma. Del resto gli uomini in servizio a Modena hanno una specializzazione così avanzata che non possono essere ricollocati dalla sera alla mattina in qualsiasi sede. Mentre per gli impiegati civili potrebbe possibile un passaggio nei ruoli dell'Accademia Militare, per i militari il destino sarà lontano da Modena. A fine dicembre lo spostamento di uomini e mezzi dovrebbe essere completato con l'ultimo alzabandiera, riconsegnando al ministero le chiavi di una struttura nata nel 1957. Nel mondo dell'arma azzurra la sede di Modena veniva vista come un trampolino proprio come sede strategica prima di incarichi di maggiore rilevanza. Ogni settimana arrivavano da tutta Italia uomini in divisa per consegnare o ritirare il materiale destinato alle rispettive sedi. Negli ultimi anni però l'attività era ridotta al minimo e fra sette mesi resterà solo la memoria del centro militare. Del resto l'annunciato taglio di 30 mila uomini nel comparto Difesa, già annunciato dal governo e confermato dal ministro Di Paola non lascia spazio a dubbi. Il tricolore, lo stemma dell'Aeronautica Militare e il tricolore che svetta al centro del campo entreranno nel mondo dei ricordi, così com'è stata per l'altra enorme area in via Emilia ovest dell'ex VIII Reggimento Campale, ormai scomparso, e che aspetta un'altra destinazione. Per il deposito che si affaccia su via Minutara comincia il conto alla rovescia. Ancora non è dato sapere se una struttura come quella, che sinora ha avuto una manutenzione perfetta per impiantistica e strutture edili, avrà una sorveglianza permanente, come accade ad esempio nell'ex caserma della Finanza a poca distanza. Capannoni, palazzina uffici e servizi, depositi e un'enorme area verde, vuota e senza vincoli ambientali, vengono così a essere liberati. Ufficialmente tutto torna in mano al Ministero della Difesa, ma non è difficile immaginare quale sarà il futuro dell'area. Basta vedere cos'è diventata l'ex Questura in viale Martiri, oggi sede di una banca, o del futuro prossimo dell'ex Distretto Militare per capire che anche le altre aree militari sono destinate a finire a prezzi modesti se non irrisori nelle mani degli enti locali e di qui agli immobiliaristi, in tempi più o meno immediati. Saverio Cioce ©RIPRODUZIONE RISERVATA