Fonsai, Ligresti indagato sequestrato 20% Premafin

di Andrea Di Stefano wMILANO Timori sulla tenuta dei debiti sovrani dell'area euro, bufera sul gruppo Ligresti e attesa della riunione del G20 con annessa assemblea di Fmi e Banca Mondiale hanno prodotto una nuova giornata di turbolenza in tutta Europa. Più della Spagna (che ha visto un asta con ottima domanda e tassi record) ieri è stata la Francia a provocare grandi timori. Le aste francesi e spagnole si sono concluse in linea con le attese ma gli spread hanno ribadito le tensioni. Il differenziale di rendimento fra i BTP decennali e il Bund tedesco è salito oltre quota 390 punti, spinto dalle tensioni sulle aste iberiche. Il Tesoro spagnolo ha fatto il pieno, collocando 2,54 miliardi di bond. I tassi, certo, sono saliti, ma senza impennate particolari, al 5,743% sul 10 anni dal 5,403% di gennaio. La Francia ha pagato l'1,83% medio (contro 1,78% di marzo) per vendere 10,5 miliardi di titoli a cinque anni (11 miliardi l'obiettivo massimo). Eppure gli investitori non sono affatto convinti: al di là dei tecnicismi dell'asta spagnola, ora che c'è anche la certificazione del Fondo monetario internazionale, molti analisti si aspettano una profonda recessione in mezza Europa e stanno rifacendo i conti, peggiorando le prospettive di risanamento dei bilanci. E poi c'è lo zampino dei rumor circolati sui mercati: fonti autorevoli della Francia hanno dovuto smentire, all'agenzia Reuters, le voci circolate sui mercati di un taglio imminente del rating del Paese da parte di Moody's. Voci che sarebbero partite da uno studio di Citigroup secondo cui entro l'autunno, «dopo un attento esame della manovra aggiuntiva» che seguirà l'esito delle elezioni, Moody's potrebbe fare le pulci al rating francese in vista di una possibile bocciatura. Nello studio Citigroup dice di aspettarsi «diversi downgrade sovrani dell'Eurozona da Standard & Poor's e Moody's nel corso dell'anno, con tagli di almeno un livello da parte di almeno una delle due agenzie per l'Italia, la Spagna, l'Irlanda e il Portogallo». Fitch, interpellata sulla sua posizione, ha confermato le prospettive negative sulla tripla A francese fino al 2013. E la stessa agenzia di rating, per bocca dell'analista Chris Pryce, ha avvertito: la virtuosa Olanda «è sull'orlo di un'azione negativa sul rating» e deve correre ai ripari con più austerity. In questo clima di cautela e fuga dal rischio i titoli di Stato italiani sono tornati a perdere posizioni, con lo spread in deciso rialzo che ha chiuso a 392. La Spagna ha superato di nuovo quota 420, ma soprattutto è la Francia a registrare un balzo del premio sul bund, sopra 140 centesimi, ai massimi da gennaio. Alta tensione anche sulle borse europee, trascinate al ribasso dal rischio-rating. La maglia nera va proprio a Madrid, Parigi e Milano, rispettivamente -2,42%, -2,05% e -2,01%, seguite da Francoforte che tiene meglio (-0,90%) . A mercati chiusi sono arrivate una raffica di notizie molto pesanti sul gruppo Ligresti. La procura di Milano ha indagato Salvatore Ligresti e Giancarlo De Filippo per aggiotaggio, in relazione al 20% del capitale di Premafin che fa riferimento a società estere a loro volta riferite a due trust, Evergreen e Heritage, che è stato posto sotto sequestro preventivo dal gip di Milano Arnaldi. Si tratta di due soci con sedi nei paradisi fiscali che la Consob, alla fine di una lunga indagine internazionale, ha identificato come facenti capo alla famiglia e protagonisti di operazioni sui titoli del gruppo che la Procura ha considerato vere e proprie manipolazioni del mercato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA