Aperture festive? È scontro

Non si placa la tensione nel mondo della grande distribuzione sul tema degli orari del lavoro serale e delle aperture domenicali. Il decreto Monti che ha rivoluzionato il settore del commercio ha di fatto consegnato ai proprietari dei punti vendita il diritto di scegliere a proprio piacimento gli orari di lavoro e questo cozza contro le necessità dei dipendenti. Ovvio quindi che il settore della grande distribuzione sia nel mirino non solo di lavoratori e sindacati di categoria, ma anche del mondo politico e amministrativo. I primi a dare fuoco alle polveri ieri mattina sono stati i dirigenti di Nordiconad che, a margine di una conferenza stampa, hanno riconfermato di essere contrari alle aperture "selvagge" e hanno riconfermato la disponibilità di sempre a un accordo di autoregolamentazione tra le parti interessate. «Stiamo valutando i dati - hanno fatto capire - Se il volume delle vendite rimane stabile o aumenta di poco e non compensa i costi del settimo giorno di apertura, qual'è l'utilità di un ampliamento degli orari? E in ogni caso noi non apriremo nelle festività più importanti». Un tasto dolente questo su cui i sindacati sono mobilitati e dopo i primi incontri sui luoghi di lavoro hanno raccolto un'adesione massiccia tra i dipendenti. Chi lavora negli ipermercati, dipendenti di grandi catene o di piccoli negozi nelle gallerie, vive come un incubo la perdita dell'ultima garanzia rimasta, la domenica libera dagli scaffali. Domani i sindacati hanno convocato una conferenza stampa per illustrare le iniziative che mirano a contrastare le aperture nei giorni più tutelati, che sono quelli ricompresi nelle elenco della legge regionale, da capodanno a Pasqua, Pasquetta e Natale, passando per il 1° maggio e il 2 giugno, che questo giorno cade proprio di sabato. E nessuno esclude lo sciopero nei turni festivi. Coop Estense dal canto suo mette le mani avanti e affianca Nordiconad nel garantire ai dipendenti la salvaguardia delle festività nazionali più importanti. Esselunga e Panorama, tanto per citare i piccoli della grande distribuizione a Modena hanno fatto capire ai dipendenti che vedono l'apertura di buon occhio i portoni aperti per il lunedì di Pasqua. Ma tutto è ancora da decidere. Confcommercio e Confesercenti però non hanno ancora sciolto il nodo di un fronte comune con i sindacati e sinora non li hanno incontrati in via ufficiale. Saverio Cioce ©RIPRODUZIONE RISERVATA