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Cade dal traliccio, grave leader No Tav

di Milena Vercellino wTORINO Dopo la manifestazione pacifica di sabato in Val di Susa, è stato un duro risveglio ieri per il movimento No Tav. Una giornata campale, segnata dal grave incidente che ha coinvolto uno dei leader valsusini, il 37enne Luca Abbà: un volo di dieci metri, in caduta libera dal traliccio dell'alta tensione sul quale l'attivista si era arrampicato in segno di protesta, rimanendo folgorato. La giornata è iniziata all'alba, già all'insegna della tensione: alle prime luci del mattino un blitz a sorpresa delle forze dell'ordine ha dato il via alle operazioni di esproprio dei terreni privati destinati ad essere occupati dal cantiere della linea ferroviaria ad alta velocità. L'area, che comprende anche la baita diventata luogo simbolo del movimento, è da gennaio sito nazionale di interesse strategico, ed il prefetto ha disposto una procedura d'urgenza di allargamento del cantiere. Tra gli attivisti è partito subito il tam tam, che ha chiamato a raccolta un gruppetto di No Tav nell'area della baita. Tra di loro, anche Abbà, agricoltore valsusino, attivista No Tav fin dai primi giorni del movimento ed uno dei proprietari dei terreni oggetto dell'esproprio. L'uomo è sfuggito ai controlli e si è arrampicato sul traliccio dell'alta tensione di fronte alla baita. Al telefono con l'emittente storica dell'antagonistmo torinese Radio Black Out, poco prima della caduta, ha detto di essere pronto ad appendersi ai fili della corrente se qualcuno fosse intervenuto per farlo scendere. Poi, qualcosa è andato storto. Probabilmente, Abbà si è avvicinato troppo ai cavi ed è stato folgorato dalla corrente. E' caduto a terra da un'altezza di dieci metri, precipitando violentemente sulle rocce. Trasportato in elicottero al CTO di Torino, è in coma farmacologico. «Sono soprattutto evidenti i segni da caduta», ha spiegato il dottor Maurizio Berardino, responsabile del pronto soccorso, che parla di una contusione alla testa . Quando è stato soccorrso, Abbà era «vigile ma non cosciente» ed è stato sedato e intubato per il supporto del respiro , ha aggiunto Berardino. Intanto, dopo il grave incidente, è salita la tensione in Val Susa. In una conferenza stampa, il leader No Tav Alberto Perino ha definito il blitz per l'esproprio «assolutamente illegale»; alcune centinaia di No Tav hanno occupato l'autostrada A32 Torino-Bardonecchia e le strade statali che percorrono la zona, con l'effetto di tagliare in due la valle. Nel pomeriggio, uno dei posti di blocco dei No Tav è stato teatro di un altro indicente: una militante è stata uinvestita da un'auto che cercava di forzare il cordone umano; è stata trasportata in ospedale ed è in condizioni non gravi. Ma la protesta si è mossa ieri per tutta la Penisola: nel pomeriggio, diffusesi le notizie dalla Valle, sono scattate diverse manifestazioni a sostegno del movimento No Tav. A Roma, Firenze, Pisa, Bologna, Palermo gruppi di sostenitori del movimento valsusino hanno occupato i binari ferroviari; in tutta Italia - a Torino, Milano, Genova, Napoli, L'Aquila, Ancona, Venezia, Trieste, Cagliari, Trento, Reggio Emilia, Piacenza, Forlì - cortei e presidi hanno segnato questo lunedì di lotta. E l'attivismo si è mostrato anche sulla Rete, con il gruppo informale di hacker Anonymous che ha colpito i siti web della polizia e dei carabinieri, mandandoli in tilt. I sindaci della Val di Susa incontreranno stasera il Prefetto, a Torino, e chiederanno la sospensione dei lavori per ragioni di ordine pubblico. L’incontro - riferisce Nilo Durbiano, sindaco di Venaus - è stato convocato alle 19.30. I sindaci chiederanno lo stop al Governo perchè «c’è necessità - dice Durbiano - di risposte a livello istituzionale ben precise». ©RIPRODUZIONE RISERVATA