L'ex preside Casillo dal liceo Wiligelmo all'aiuto dei malati

La redazione di Voci dal Branco si riunirà martedì 14 nella sede di "00Willy" al Liceo Wiligelmo per pianificare le prossime pagine. Chi è interessato sarà ben accolto. Per l'occasione sarà messo a punto l'ufficio stampa di Buk, curato da Voci da Branco assieme all'associazione Progettarte che organizza la fiera nazionale dell'editoria che si tiene al Foro Boario il 3 e 54 marzo. Il 3 marzo inoltre alla sera ci sarà la premiazione (ore v21 chiesa di San Carlo) del concorso nazionale di giornalismo scolastico organizzato da Voci dal Branco e a cui hanno partecipato 63 scuole italiane che per l'occasione visiteranno Modena. Da dirigente scolastico del liceo scientifico Wiligelmo a volontario dell'associazione "Insieme a noi" di via Albinelli. È l'esperienza di Giorgio Casillo che ha incontrato Voci dal Branco per raccontare la sua scelta. Da quanto tempo è presente questa associazione nel Modenese e con quali propositi? «L'associazione è nata nel 1993. Inizialmente destinata ai familiari dei pazienti psichiatrici, voleva rispondere al loro bisogno di condivisione, confronto e cercare soluzioni ai problemi degli utenti. Successivamente però l'associazione ha promosso attività per gli stessi pazienti e per colmare il vuoto che spesso la solitudine, l'isolamento sociale e lo scarso numero di occasioni al di fuori dei servizi per la salute mentale possono provocare. Con la legge Basaglia e la chiusura dei manicomi infatti, le persone con sofferenza psichica sono state affidate alle cure dei centri di salute mentale sul territorio. Questi servizi però non possono rispondere a tutti i bisogni dei pazienti». Quali attività organizza l'associazione "Insieme a noi"? «In primo luogo attività per i familiari degli utenti incentrati sulla pratica dell'auto-mutuo-aiuto, una pratica attraverso la quale i familiari si confrontano, elaborano i propri vissuti spesso di grande sofferenza e organizzano delle attività comuni. Inoltre sono state strutturate via via per gli utenti delle attività laboratoriali con cadenza settimanale alle quali le persone che ci vengono segnalate partecipano sulla base dei loro interessi e curiosità. L'associazione programma anche diverse attività che promuovano l'attenzione alla salute mentale come bene pubblico che non riguarda solo le persone con sofferenza psichica, ma tutti, secondo l'assunto dell'associazione mondiale della Sanità per cui: "Non vi è salute senza salute mentale". Inoltre Insieme a noi ha partecipato ad attività quali il Festival della filosofia del 2008 e a rappresentazioni teatrali». L'associazione scrive e pubblica un giornalino. «L'esperienza del giornalino è nata nel 2005 e vi lavora una redazione composta da persone con sofferenza psichiatrica dell'associazione e volontari. Il giornalino ha una duplice funzione: offre un'occasione agli utenti di poter esprimere attraverso lo scritto le proprie riflessioni ed elaborare le proprie esperienze grazie alla grande funzione terapeutica della parola scritta. Dall'altra parte ha la funzione di far conoscere l'associazione, le sue attività e i laboratori all'esterno, infatti il giornalino viene diffuso anche alla rete di amici e ai servizi territoriali di salute mentale. E viene pubblicato attraverso il sito dell'associazione, www.insiemeanoi.org." Perché un ex dirigente scolastico segue questo tipo di volontariato? «Qualche anno dopo essere andato in pensione, dal 2007 per un incontro casuale con la presidente di questa associazione, ho deciso di dedicare un po' del mio tempo in un campo a me sconosciuto: non mi ero mai interessato della malattia mentale. Mi incuriosiva il tema del discrimine tra ragione e sragione, non più solo dal punto di vista teorico, come era accaduto negli anni '70, ma dal punto di vista delle esistenze concrete con cui era possibile costruire delle relazioni. In questa associazione infatti la relazione tra volontari e utenti è una relazione paritaria costruita sul fare assieme. Spesso le persone con disagio psichico hanno relazioni povere con gli altri in quanto questi sono condizionati dallo stigma, dalla paura e dal pregiudizio. La mia esperienza di questi anni nell'associazione è una continuità dell'impegno di carattere umano, sociale, culturale e pedagogico a cui ho sempre improntato il mio progetto personale nella scuola». Giulia Babini