Autodromo di Marzaglia spunta dossier top-secret

di Marco Amendola Si riaccendono le polemiche sull'autodromo di Marzaglia. La vicenda storica e giudiziaria ruota adesso intorno a un dossier coperto da segreto istruttorio, consegnato dal Comune alla Corte dei Conti, che ha riaperto la questione dopo una segnalazione dell'Autorità di Vigilanza. Un fascicolo di quasi 200 pagine in cui è contenuta tutta la storia del tormentato autodromo, con dati, nomi, documenti, vincoli e pareri, tutti top-secret, con tanto di timbro apposto dal Comune su ogni foglio, che invita il consigliere comunale Vittorio Ballestrazzi di Modena5stelle, che ne ha fatto richiesta, alla massima riservatezza e segretezza, pena una denuncia. Un dossier che potrebbe riaprire polemiche e prese di posizione, soprattutto su Daniele Sitta, assessore all'urbanistica sempre sotto tiro, dove Ballestrazzi è categorico: «Sitta si deve dimettere perchè è il coagulo di una serie di interessi edilizi, e la responsabilità principale è del capoclasse Giorgio Pighi». Ma che cosa contiene questo dossier, che non può essere reso di dominio pubblico? Secondo Ballestrazzi è il Comune stesso ad essere parte in causa, e a contraddirsi: «L'amministrazione comunale non ha ragionato secondo le logiche della collettività, ma sulla convenienza, proprio come farebbe un privato. Per avere il dossier ho fatto una richiesta agli atti, e da quello che ho letto è emersa tutta un'altra storia sull'autodromo, diversa da quella che ci hanno raccontato». La richiesta ufficiale della Corte dei Conti, l'ente che verifica e controlla la spesa pubblica, arriva al Comune il 4 aprile 2011, dopo una segnalazione dell'Autorità di Vigilanza dove quest'ultima sostiene che l'autodromo doveva essere dato in appalto e non affidato direttamente a una società, la Vintage srl. Il Comune consegna il fascicolo il 20 giugno, e in 77 giorni condensa tutta la storia di 20 anni sul progetto autodromo, per ritornare indietro nel tempo, al 1990, quando la giunta era guidata dall'ex sindaco Giuliano Barbolini. Un documento bollente, soprattutto adesso con l'amministrazione sotto i fuochi incrociati di Sel e, ora, di Modena5stelle. Ballestrazzi presenterà anche un'interrogazione il prossimo 2 gennaio per chiedere quali motivazioni tecniche abbiano spinto il Settore Ambiente del Comune a rovesciare il proprio giudizio in merito alla costruzione della pista a Marzaglia, e capire il perchè. Le carte in possesso di Ballestrazzi confermerebbero un cambio netto di posizione, con il Comune prima contrario all'autodromo, attraverso una serie di vincoli ambientali e urbanistici insuperabili, e poi diventato il principale sostenitore del progetto tramite Democenter, guidata nei primi anni Duemila da Daniele Sitta, oggi assessore all'urbanistica. Le associazioni contrarie da sempre alla pista, come il Wwf, Vittime della strada, Italia Nostra e Libera, con questo documento del Comune vedono - a loro dire - confermate le loro ragioni. Come osserva Fabrizio Ragazzi, del Coordinamento per il bosco di Marzaglia: «Per 10 anni il Comune si è opposto a Vintage srl, poi quando è maturata la volontà politica è diventato il principale sponsor del progetto. Adesso le parti si sono invertite. Le stesse motivazioni che sosteniamo noi, le sosteneva il Comune 10 anni prima. La documentazione dimostra esattamente il contrario». Più caustica l'ipotesi prospettata da Italia Nostra, dove in caso di esito positivo del procedimento giudiziario, si potrebbe arrivare anche alla demolizione dell'autodromo in quanto abuso urbanistico. La vicenda non c'è dubbio continuerà ancora a lungo.