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Ecomobilità, città quasi virtuosa

Per la mobilità sostenibile Modena si piazza al quattordicesimo posto su 50 città italiane prese in esame da Euromobility. Lo studio, riferito al 2010 e patrocinato dal Ministero dell’Ambiente, prende in considerazione le città con più di 100 mila abitanti e i provvedimenti attuati per ridurre il traffico e abbassare la quantità di inquinanti dell’aria. Arrivata alla quinta edizione la manifestazione prende in considerazione non solo l’offerta di mezzi pubblici, piste ciclabili, parcheggi, numero di incidenti e indice di mortalità ma anche del numero di auto per km quadrato, delle auto e delle bici condivise. A sorpresa la città più “ecomobile” d’Italia è proprio Torino, culla dell’automobile italiana, seguita da Venezia e Milano, Brescia, Parma, Bologna, Padova, Bergamo e Genova. Il fattore che ha fatto la differenza, come si vede dalla classifica in cui dominano le città più grandi, sono parcheggi, ciclabili e il sistema di bike sharing, delle biciclette pubbliche a disposizione dei cittadini a costi poco più che simbolici ma che permettono agli utenti di spostarsi da casa al lavoro senza cambi di mezzi pubblici. Numeri piccoli quelli italiani ma significativi: per le bici condivise ci sono due sistemi di noleggio, elettronico o meccanico e in quest’ultimo ambito Modena è la prima. Ma è un sistema che il resto d’Italia snobba. A Milano le due ruote con la carta elettronica sono 1400, a Torino 540 e nella nostra città 272. L’auto condivisa si è bloccata sotto la Ghirlandina nel 2010 quando Modena era già la Cenerentola tra le città che avevano adottato questo sistema che peraltro non ha mai superato i 18 veicoli e i 200 utenti. Un fattore di competitività è invece rappresentato dalle auto a gpl e metano, sempre più diffuse. (s.c.)