Un'ondata di lavoro nero e non solo in edilizia e agricoltura

Su un totale di 433 aziende ispezionate in ottobre, la direzione provinciale del lavoro di modena ne ha trovate 223 irregolari. Ma, «estremamente significativo in proposito è il numero dei lavoratori irregolari scoperti nel corso di questi controlli: ben 623 in totale», sottolinea una nota della Direzione provinciale del lavoro. inoltre sono stati snidati ben 304 lavoratori totalmente in nero privi della benchè minima copertura previdenziale ed assicurativa prevista in caso di infortunio sul lavoro. Nel diffondere i dati, la Direzione provinciale del lavoro segnala che «uno strumento di particolare rilievo nella lotta al lavoro nero è rappresentato dal potere, posto dalla legge nelle mani del personale ispettivo del Ministero del lavoro, di sospendere l'attività imprenditoriale qualora vengano accertate violazioni di particolare gravità». Ebbene, in ottobre sono stati adottati 31 provvedimenti di sospensione in tutta la provincia di Modena. «L'intento di arginare il fenomeno del lavoro nero o irregolare e la necessità di recuperare l'ingente gettito sottratto alla contribuzione fiscale, previdenziale ed assicurativa» ha orientato la vigilanza della Direzione provinciale del lavoro di Modena su settori come edilizia, agricoltura, pubblici esercizi, tessile e servizi di logistica «che, statisticamente, risultano fra quelli con il più cospicuo tasso d'irregolarità accertata e con la maggiore incidenza d'infortuni sul lavoro». Proprio l'altro giorno il prefetto Benedetto Basile aveva riunito forze dell'ordine ed enti chiedendo di coordinare e rafforzare i controlli contro il lavoro nero nel Modenese, visti i dati preoccupanti delle ispezioni con almeno il 50% dei casi di irregolarità