Turati punta la sveglia «Modena, è il momento»

di Giovanni Balugani La somiglianza tra Marco Turati e Alessandro Matri è incredibile, non dentro al campo, ma nell'aspetto fisico: «E' una cosa che mi perseguita dai tempi del Cesena – spiega il difensore del Modena -. Io giocavo con i bianconeri, mentre lui militava nel Rimini: ci scambiavano spesso». Di certo tra i due corre una differenza sostanziale sul piano tecnico: lo juventino bomber, mentre il canarino un arcigno difensore. Centrale o terzino destro? «Era da quattro anni che non giocavo come centrale e devo dire che ho ripreso il ruolo con facilità. D'altronde io mi sono sempre ritenuto un difensore centrale, ma le necessità del caso mi hanno spesso costretto a giocare come terzino destro. Credo che il problema sia di più ampio respiro, perché in Italia ci sono pochi terzini di ruolo. Io sono dotato di buona corsa quindi mi risulta abbastanza naturale giocare anche sulla fascia». Come va l'intesa con Perna? «Sapevo che non avremmo avuto problemi a giocare uno accanto all'altro, perché Armando è un giocatore con una grande esperienza della categoria e che ha un carisma che si fa sentire. Sono felice che stiamo facendo bene, ma il merito non è solo nostro. Da almeno un paio di partite il Modena si difende di squadra: a Nocera, ad esempio, Stanco mordeva le caviglie dei centrocampisti campani e quando si inizia a difendere dagli attaccanti tutto è più semplice. Ora dobbiamo concentrarci anche sulle palle inattive, dove abbiamo concesso qualche gol ai nostri avversari». Anche tu hai visto segnali di risveglio a Nocera? «Sì, abbiamo giocato una buona gara. E forse negli ultimi venti minuti avremmo potuto addirittura vincerla, ma i nostri attaccanti erano molto stanchi dopo una partita di sacrifici e corsa. Quello che dobbiamo fare ora è arrivare alla gara di domani con il Livorno "incazzati" perché ancora non abbiamo fatto nulla. Sarebbe da stupidi rilassarsi ora dopo soli due pareggi». Che Livorno ti aspetti domani? «Sarà una squadra innanzitutto preparatissima dal punto di vista tattico, perché Novellino è maniacale nel preparare i dettagli delle partite. Poi dovremo stare attenti agli attaccanti toscani: Dionisi, che non so ancora se giocherà per qualche problema fisico, è una delle migliori punte dell'intero campionato». Come sta il Modena fisicamente? «Noi siamo stati sempre bene a livello di condizione, non era quello il problema. Il vero nodo erano le misure in campo: eravamo troppo sfilacciati e anche se correvamo tanto spesso lo facevamo a vuoto. Ora siamo passati al 4-4-2 e riusciamo a stare più corti e quindi anche a subìre meno gol. La solidità delle squadre si costruisce a partire dalla retroguardia: quando non si prendono gol il resto viene di conseguenza. Non so se giocheremo fino al termine della stagione con questo modulo, ma finchè giocatori per noi fondamentali come Petre e Di Gennaro non saranno al top credo che il 4-4-2 sia la soluzione ideale».