Moody's, week-end di paura per l'Italia

di Andrea Di Stefano wMILANO La prospettiva che la Grecia possa ottenere un via libera da parte dell'Europa per una nuova manovra e forse un ulteriore dilatazione delle scadenze del debito ellenico ha spinto al rialzo i mercati azionari, che non hanno subito contraccolpi per l'abbassamento del rating di Moody's sulle banche francesi. Durante la conferenza telefonica di ieri sera con il premier greco Georges Papandreu, il presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel «hanno sottolineato che è piu che mai indispensabile mettere pienamente in atto le decisioni, adottate il 21 luglio» dai leader dell'eurozona, «per assicurare la stabilità dell'euro» e il primo ministro di Atene «ha confermato la determinazione assoluta del suo governo a prendere tutte le misure necessarie per mettere in pratica tutti gli impegni sottoscritti». Secondo le indiscrezioni emerse dopo la conclusione del colloquio, Papandreou avrebbe chiesto l'estensione dal 75 al 90% dell'ammontare del debito sottoposto ad allungamento delle scadenze ottenendo un via libera di massima da Sarkozy e Merkel in vista dell'Ecofin del fine settimana in Polonia. Sui mercati del week-end potrebbe arrivare anche l'attesissima decisione di Moody's sul rating italiano dopo che l'agenzia newyorchese ha messo sotto revisione «per un possibile downgrade» il suo giudizio sull'Italia. La decisione di mettere sotto osservazione il merito di credito italiano (ora al livello di Aa2) risale infatti allo scorso 17 giugno. E nella tradizione di Moody's la decisione vera e propria arriva entro 90 giorni dall'annuncio. «Se davvero arrivasse dall'agenzia Moody's la notizia del downgrade dell'Italia, avremmo l'ulteriore conferma dell'inutilità ed inefficacia di questa manovra. Un downgrade del debito italiano, subito dopo l'approvazione definitiva della manovra, non sarebbe solo un segnale economico, ma un segnale politico di sfratto all'esecutivo Berlusconi» ha commentato il coordinatore del Pd delle commissioni economiche della Camera, Francesco Boccia. Un indubbio aiuto ieri è arrivato dalle dichiarazioni di esponenti di primo piano del regime cinese, dal premer Wen Jaobao, al vice presidente del National Development and Reform Commission, Zhang Xiaoqiang, che hanno esplicitamente confermato che le autorità di Pechino sono pronte ad acquistare bond sovrani dell'area euro in cambio di un riconoscimento dell'economia asiatica. Lo spread tra BTp e Bund si è raffreddato intorno a quota 372 ma rimane sempre distante dal corrispettivo comportamento del differenziale dei titoli spagnoli che ieri è sceso sino a 348 punti. Nel primo pomeriggio ha rallentato le Borse il voto del Parlamento austriaco sul rafforzamento dell'Efsf, il fondo europeo «salva stati». Il ministro delle finanze austriaco ha fatto sapere che la Camera Bassa non potrà procedere alla votazione in programma il 21 settembre, poiché una commissione parlamentare non ha dato il suo via libera alle misure. In precedenza era stato il presidente esecutivo della Ue, Manuel Barroso ad imprimere una svolta positiva ad una seduta iniziata all'insegna della volatilità. Dopo una partenza negativa gli indici avevano infatti cambiato rotta in meno di mezz'ora, grazie alle dichiarazioni di Barroso sulla rapida introduzione degli eurobond. Le Borse europee hanno così archiviato una seconda seduta consecutiva positiva. Milano ha guadagnato il 2,69%, Francoforte il 3,29%, Londra l'1,3% e Parigi l'1,91%. Notevole soprattutto il recupero oltre i tre punti di Francoforte, una Borsa sostenuta dalla gran corsa dei titoli delle auto in concomitanza con le novità presentate proprio al Salone della città tedesca. Il titolo migliore del settore è stato quello della Fiat, salito di oltre il 7%, seguito da Pirelli e Bmw (+6%). Incerti hanno chiuso i titoli francesi, dopo che Moody's ha tagliato il rating di Societe Generale e Credit Agricole: la prima ha perso il 2,88%, mentre la seconda ha segnato un rialzo dell'1,22%. La star di ieri è stata Ansaldo Sts (+20%) sospesa al rialzo che ha trascinato con sè anche la controllante Finmeccanica (+16,89%). A mettere le ali ai titoli fin dalle prime battute sono state le indiscrezioni pubblicate dal "Tirreno" che parlano di contatti con General Electric per la cessione di Ansaldo Breda e Ansaldo Sts (+20%). ©RIPRODUZIONE RISERVATA