Juve, una casa made in Modena

L'8 settembre il nuovo stadio di Torino si toglierà il velo. Poi sarà la volta dello shopping center e del museo della Juventus, tutto quello che farà vivere la struttura calcistica sette giorni su stette per una prima vera esperienza in Italia di stadio all'inglese. Merito anche di Modena se tutto questo potrà essere presto realtà. La corsa contro il tempo per dare al nuovo complesso una veste di altissimo livello è nella sua fase decisiva grazie a Nordiconad e a Cmb, che insieme stanno portando avanti il complesso commerciale. da una parte un marchio di qualità della grande distribuzione, dall'altra una delle aziende leader nel campo delle costruzioni. Lo shopping center è adiacente alla struttura del settore est dello stadio, ma indipendente per quanto riguarda gli accessi e si servizi propri del campo sportivo. Le due costruzioni restano tuttavia fortemente integrate fra loro sia in termini di forma che di materiali. Lo shopping center - 57 negozi, 4 ristoranti, 4 medie superfici e un ipermercato di quasi cinquemila metri quadrati - segue infatti il profilo esterno dello stadio, dilatandolo lateralmente a ventaglio. Un'attenzione particolare è stata dedicata alla copertura: un rivestimento di vegetazione fornirà il completamento visivo e geometrico dell'ampio anello di aree verdi esterne allo stadio, integrando anche gli appositi sistemi tecnologici per il risparmio energetico. Si prevede un flusso di diecimila visitatori al giorno e la creazione di 800 nuovi posti di lavoro, per un investimento complessivo di 90 milioni di euro. A pieno regime si stima che lo shopping center svilupperà un giro d'affari di 150 milioni di euro l'anno. Il tutto sarà attrezzato con una viabilità pubblica pedonale di accesso al futuro museo della Juventus, collocato in sinergia con il complesso commerciale. L'obiettivo è rendere familiare, quotidiano e funzionale il rapporto tra la cittadinanza e il complesso sportivo. La contemporaneità dell'esercizio commerciale con gli eventi sportivi, inserita nella convenzione con la città di Torino, rappresenta una modalità concreta di avvicinamento delle famiglie e di tutta la cittadinanza al mondo del calcio, vissuto per una volta in maniera diversa. Quando l'avvio delle attività commerciali sarà a regime - scrivono da Cmb, otterrà un ruolo da protagonista nella vita quotidiana di tanti torinesi, ma anche dei tanti visitatori che si troveranno a frequentare l'area per motivi sportivi, turistici e commerciali. Non è una forzatura affermare che il nuovo volto del calcio torinese si affaccia alle sfide del marketing sportivo mondiale anche attraverso questo shopping center. L'eccellente integrazione architettonica tra l'impianto sportivo e il complesso commerciale sono le premesse di una corrispondente integrazione funzionale, che vuole fondere storia e futuro di una società blasonata con i bisogni quotidiani di una città in continua evoluzione. Lo stadio inaugurerà l'8 settembre, il centro commerciale ad ottobre. Intanto è stato scelto il nome: Area 12. Mauro Lusetti, amministratore delegato di Nordiconad, spiega le ragioni della scelta: «Area 12 identifica elementi importanti. Associa infatti il concetto sportivo dell'area di rigore a quello dell'area come spazio attrezzato, come luogo di incontro. Il numero 12 invece richiama il dodicesimo uomo in campo, il tifoso, ma anche le famiglie, i consumatori che affolleranno il nostro centro».(d.b.)